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lunedì 11 dicembre 2017
 
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Rassegna scientifica

caso trattato con successo con ciclofosfamide più somatostatina, bromocriptina, melatonina, retinoidi e ACTH.
Ripresa di Linfoma non Hodgkin ad alto grado dopo autotrapianto

I pazienti con ripresa di Linfoma non Hodgkin ad alto grado dopo autotrapianto hanno generalmente una cattiva prognosi.
Solo una minoranza di questi pazienti può essere curata da un secondo trattamento mieloablativo, e i trattamenti tradizionali di salvataggio sono spesso associati ad una severa tossicità.
Con una combinazione di ciclofosfamide, somatostatina, bromocriptina, retinoidi, melatonina e ACTH noi abbiamo già riportato un 100% di risposta globale in 8 pazienti con ripresa di linfoma non Hodgkin a basso grado dopo chemioterapia singola o di combinazione, e periodo libero da terapia >/= 6 mesi.

Questo ha fornito il rationale per valutare la stessa associazione farmacologia in un paziente con ripresa di linfoma non Hodgkin ad alto grado dopo autotrapianto praticato 2 anni prima.
Il paziente era trattato per almeno 2 mesi.
Alla fine di questo periodo, se la malattia era stabile o rispondente, il paziente riceveva ulteriori 3 mesi di trattamento; e se il paziente era stabile o rispondente dopo 5 mesi, riceveva 3 o più mesi di trattamento.
Dopo 2 mesi di trattamento il paziente ebbe una risposta parziale, e dopo 5 mesi raggiunse una risposta completa.

Oggi, 14 mesi dopo aver iniziato il trattamento, il paziente è in remissione completa. Il trattamento praticato ha avuto un’ottima tollerabilità, e il paziente l’ha condotto a domicilio svolgendo le sue normali attività.
Il nostro risultato, e la severa tossicità associata con i regimi tradizionali di salvataggio suggeriscono, nella ripresa di Linfoma non Hodgkin ad alto grado dopo autotrapianto, ulteriori trial clinici usando l’associazione faarmacologica che noi abbiamom usato in questo caso.

Mauro Todisco

http://www.dottormaurotodisco.it 19/08/2007
http://www.dottormaurotodisco.it/linfomi_2.htm
   
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