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domenica 19 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa

Ieri a Trento, portato dalla Lega Nord, il figlio del medico modenese recentemente scomparso.
Di Bella: la sperimentazione della cura? Fu boicottata

Grande partecipazione all´incontro organizzato dalla Lega Nord su "Metodo Di Bella, riflessioni sulla libertà di cura".
Tema scottante quello affrontato, sia per le continue discussioni suscitate dalla figura del medico modenese recentemente scomparso, sia perchè implicante la sfera più intima e dolorosa della vita di milioni di persone. Prendendo spunto dalla risoluzione presentata in Parlamento dall´on. Ercole, proponente una sua nuova sperimentazione, Denis Bertolini è riuscito a portare a Trento il figlio del dottore. Lo scopo, raggiunto, era quello di professare la legittima libertà di scelta di un malato nella cura da seguire. Di sperimentazione in realtà, Giuseppe Di Bella preferisce non parlare. Principalmente per due motivi: innanzitutto poichè oltre 22.000 pagine della letteratura scientifica mondiale avrebbero suffragato la validità antitumorale di tutti i componenti del metodo Di Bella. Oltre alla somatostatina infatti (il cui utilizzo negli Usa presto non sarà più limitato alla sola lotta ai tumori implicanti un´attività ormonale) viene riconosciuto un potente effetto antitumorale anche a melatonina e retinoidi.
Ma il vero no ad una nuova sperimentazione viene dalle undici cause di invalidazione della precedente esperienza attuata sotto la Bindi. Di Bella snocciola esempi da far accapponare la pelle: a 1048 persone, e sono dati messi a verbale da due marescialli dei Nas, furono somministrati farmaci scaduti, in altri casi quelli retinoidi vennero inquinati da acetone, talvolta il contenuto degli stessi nel preparato non raggiungeva la metà della dose prescritta.
Due ultimi esempi: la somatostatina per avere efficacia deve essere iniettata mediante una siringa temporizzata, precauzione cui puntualmente si contravvenne, ma soprattutto un paziente già sottoposto a chemioterapia appare talmente debilitato da rendere vano un successivo indirizzamento al metodo Di Bella. "Per quale motivo la chirurgia tumorale risulta sempre più invasiva e demolitiva? Perchè non limitarsi alla chemioterapia se questa portasse reali benefici?" si chiede Di Bella.

di Alberto Bassetti

L'Adige (Trento) 03/08/2003
http://www.ladige.it/articoloHtml.asp?IDNotizia=304754
   
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