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mercoledì 16 agosto 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa


«Di Bella disprezzato eppure imitato»

Egregio direttore,
la vicenda Di Bella mi sembra paradigmatica del vecchio detto chi disprezza compra. Prima lo hanno disprezzato e poi in ultimo gli fregavano la sua terapia per prodursela in proprio. Terapia che molti continuano a fare perché funziona anche se non sarà scientifico. Del resto ci sono ancora molti processi in ballo sulle provette all'acetone e su altre questioni non secondarie come per esempio il fatto che non hanno mai pubblicizzato sulla stampa come hanno ottenuto i risultati di non efficacia.
Perché ho detto paradigmatica? Perché è già successo mille volte. E' successo con l'agopuntura ad esempio prima disprezzata come pratica ciarlatanesca; poi hanno visto che funzionava e allora l'hanno fatta dichiarare pratica di esclusiva competenza medica. E questo nonostante il fatto che i medici non sapevano nulla di agopuntura. Infatti prima era praticata solo da terapeuti che imparavano a bottega e in molte nazioni è ancora così (compresi mi pare gli Usa). Poi siccome hanno visto che funzionava hanno cominciato a dire che solo il medico la poteva svolgere (anche se non ne sapeva nulla).
Di Bella è stato un grande scienziato e non un maghetto.
Solo che dietro i sistemi attuali di cura ci sono degli interessi enormi. Miliardi di miliardi di industrie che premono per i loro farmaci.
Se c'è da rendere “scientifica” una cura nuova è chiaro che viene privilegiata quella dell'industria che non certo quella dell'innocuo professore che non si fa pagare. Se ci avesse guadagnato allora avrebbero detto che lo faceva per speculare. E' la storia del padre, il figlio e l'asino che non andava mai bene. Perché quando una cosa non si vuole vada bene non c'è verso. E cosa c'è di scientifico se per fare una sperimentazione hanno dovuto far pagare un ticket supplementare; segno che non avevano nemmeno i mezzi e l'apparato per farla. Quindi lascerei da parte la credenza che la terapia Di Bella sia stata scientificamente sperimentata almeno finché non faranno parlare chi l'ha usata senza saperlo (il classico doppio cieco). Finora chi l'ha provata ha detto di trovarsi bene.
A me sembra che nella pseudoscienza attuale ci sia lo stesso tipo di atteggiamento tenuto verso Galileo o Giordano Bruno con in più una buona dose di affarismo che nei secoli addietro non c'era. Lo scientificamente provato mi fa ridere. E' come quello che prende un pugno su un occhio ma siccome nessuno l'ha visto lui non lo può dire (sennò è un mago o ciarlatano) giacchè non lo può provare. E così per la scienza lui non ha preso un pugno su un occhio (anche se l'ha preso) perché potrebbe essergli esploso l'occhio da solo. Certo con il potrebbe si può sempre dire qualcosa d'altro. Questa sarebbe l'attività scientifica.
Se però uno guarisce per le pratiche ufficiali allora non dicono che potrebbe essere stato qualcosa d'altro chessò remissione spontanea. Vedete che non c'è coerenza. Se uno dice: sto bene perché ho fatto la cura Di Bella allora è remissione spontanea. Se un altro guarisce per la chemio allora anche lì può essere remissione spontanea non vi pare? Ciò che è scientificamente provato per me è quello che mi dice una persono che non ha interessi in gioco.
Luca Ziliani
Piacenza

Luca Ziliani

Libertà (Piacenza) 16/07/2003
http://quotidiano.liberta.it/QuotidianoArticolo.asp?Qpar=&IDArt=172&Fname=1607LET107.jpg
   
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