torna all'Home Page
   
lunedì 11 dicembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
  Contiene 752 articoli  
  News  
  Rassegna stampa  
  testimonianze  
  relazioni mediche  
  Rassegna scientifica  
  Diritto e Giurisprudenza  
  Editoriale  
  dedicato a  
 
Leggi un articolo estratto a sorte
 
Glossario
Ricerca per lettera iniziale:
a - b - c - d - e - f - h - m - n - p -
t -
 
Contatti
tel: 055 7330595
fax: 055 353345
0187 563172
e-mail: atsat@mediastaff.com

Rassegna stampa

Il pm di Torino: eseguiti con farmaci scaduti
Cura Di Bella, test errati

Torino La guerra al cancro combattuta a colpi di farmaci scaduti oppure somministrati in dosi sbagliate. Ce n’è abbastanza per gridare al sabotaggio della multiterapia Di Bella, che due anni fa fece gridare al miracolo. Efficace? Inutile? E chi lo sa. Si sospetta invece - lo sospetta un magistrato, non un medico - che i cocktail rifilati in via sperimentale ai 386 malati di tumore contenessero ingredienti «guasti e imperfetti», che insomma tutta la sperimentazione sia stata viziata da forti irregolarità. A queste conclusioni allarmanti è arrivata l’inchiesta aperta nell’inverno del ’98 dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello dopo le denunce sulla sperimentazione in corso in 8 centri di riferimento di Torino e provincia. A indagine chiusa è stato accertato che le soluzioni ai retinidi scadevano dopo tre mesi e che per errore sarebbe stata dimezzata la dose prescritta dell’«axeroftolo palmitato», uno dei principi attivi più importanti per la loro efficacia. Ma soprattutto che l’Istituto Superiore di Sanità, pur essendone al corrente, non avvertì 50 dei 51 ospedali italiani impegnati nella sperimentazione.
Distrazione? Guariniello propende per il dolo e accusa quattro dirigenti dell’Istituto di «somministrazione di medicinali guasti o imperfetti», reato punibile con la reclusione fino a tre mesi.
L’eventuale rinvio a giudizio o l’archiviazione della posizione di Roberto Raschetti, Donato Greco, Stefania Spila Alegiani ed Elena Ciranni non saranno decisi però a Torino. I loro difensori hanno ottenuto dal procuratore generale della Cassazione Nino Abbate il trasferimento dell’inchiesta a Firenze, motivandola con il fatto che i farmaci incriminati vengono prodotti in quella città. Tutto lascia pensare che, come già avvenne per il direttore dell’istituto Superiore della Sanità Giuseppe Benagiano, si propenderà per l’errore in buona fede, dunque per l’archiviazione. Guariniello ha poca voglia di tornare sull’argomento. Lui che a suo tempo disse: «Io non sono né a favore né contro la terapia del professore modenese. La sperimentazione è partita male con protocolli irregolari. Non poteva finire che così».
«Quello che sta emergendo dall’inchiesta di Torino è il riconoscimento di quello che abbiamo detto fin dall’inizio», sottolinea Giuseppe Di Bella, specialista in otorinolaringoiatria figlio del professore. Ma adesso che succede: si rimette tutto in discussione, riparte la cura Di Bella? «Indipendentemente dai risultati della sperimentazione - aggiunge Giuseppe Di Bella - nella più grande banca dati medico-scientifica mondiale c’è la conferma che ogni componente della terapia Di Bella ha un documentato effetto antitumorale. È importante che la gente lo sappia».


Lisa Gandolfo

L'Unione Sarda 08/09/2000
   
  stampa quest'articolo
<<:: Pagina precedente invia l'articolo ad un amico

 

 

 

Cerca su Atsat.it


nel sito
nell'archivio articoli

Tutte le parole
Ogni parola
Frase esatta


Ultimi 5 articoli

 

 




Area Riservata
 

Newsletter A.T.S.A.T.
 

Segnala ad un amico
Nome mittente

 

Nome destinatario

 
e-mail destinatario
   
   
   
 

Risoluzione minima 800 x 600 - copyright 2002-2003 A.T.S.A.T. Onlus Firenze
web design by Mediastaff Web Solutions La Spezia in memoria di Susi

Condizioni d'utilizzo| Informativa sulla Privacy