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venerdì 20 ottobre 2017
 
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Rassegna scientifica


Bexarotene sperimentato nel trattamento del carcinoma mammario

Premessa di ATSAT: l’articolo seguente parla degli effetti sul carcinoma mammario del BEXAROTENE ®, un analogo sintetico dei Retinoidi utilizzati da moltissimi anni nella MDB (Multiterapia Di Bella). Ai lettori le deduzioni del caso.

II bexarotene e' un agente antineoplastico appartenente alla nuova classe dei "rexinoidi", che esplicano la propria azione attraverso la formazione di legami selettivi e 1' attivazione dei recettori dei retinoidi X (RXR, Retinoid X Receptor); questi recettori, una volta attivati, fungono da fattori di trascrizione che regolano processi quali la differenziazione e la proliferazione cellulare e 1'apoptosi. Il bexarotene e' attualmente usato nel trattamento del linfoma cutaneo a cellule T; ma in studi preclin^^ esso ha dimostrato di possedere un' attività' antineoplastica anche nei confronti del carcinoma mammario.
Un nuovo studio clinico multicèntrico di fase II ha valutato la sicurezza e 1' efficacia del bexarotene nel trattamento di 145 donne con carcinoma mammario metastatico e che avevano precedentemente mostrato una refrattarietà' alla terapia ormonale o alla chemioterapia o una resistenza alla terapia con
tamoxifene (1).
Tranne le pazienti resistenti al tamoxifene che sono state trattate con una combinazione di bexarotene e tamoxifene, tutte le altre pazienti sono state trattate soltanto con bexarotene (ai dosaggi di 200 o 500 mg/m2/di' per via orale).
In base ai risultati, tra le 48 pazienti refrattarie alla terapia ormonale sono state osservate due pazienti con risposta parziale (6 %) e dieci con malattia stàbile per più' di 6 mesi; tra le 47 pazienti refrattarie alla chemioterapia sono state osservate due pazienti con risposta parziale (6 %) e cinque con stabilizzazione della malattia; tra le 51 pazienti resistenti al tamoxifene sono state osservate una paziente con risposta parziale (3 %) e undici con stabilizzazione della malattia.
I più' comuni effetti collaterali associati ali'uso del bexarotene hanno incluso ipertrigliceridemia (84 %), secchezza della cute (34 %), astenia (30 %) e cefalea (27 %).
Gli Autori dello studio hanno concluso che 1' efficacia del bexarotene nelle pazienti con cancro mammario metastatico e' limitata; comunque il bexarotene e' un agente orale con una tossicità' minima ed un meccanismo d' azione unico, che determina un beneficio clinico in circa il 20 % delle pazienti trattate.
Sono necessari dunque ulteriori studi per definire le popolazioni

Fonte: F J Esteva et al. "Multicenter phase II study of oral bexarotene for patients with metastatic breast cancer

American Society of Clinical Oncology 31/12/2002
http://www.asco.org
   
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