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lunedì 11 dicembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Indagine Cirm per "Repubblica": la "bocciatura" del professore non fa cambiare opinione
Con Di Bella 2 italiani su 3

ROMA (d.d.) - La "bocciatura" del professor Luigi Di Bella, decretata dal comitato scientifico che ha completato senza successo i primi quattro protocolli di sperimentazione della terapia dell'oncologo modenese, non influenza gli italiani. Più di due su tre mantengono inalterata la propria fiducia. Non solo, ma invitati a dire chi ha ragione tra il "comitato di saggi" e Di Bella, sempre due intervistati su tre indicano nel canuto oncologo che continua a dividere l'Italia colui che detiene la "verità" sulla cura del cancro. Dal sondaggio esce abbastanza bene anche il ministro della Sanità Rosy Bindi: quasi la metà degli intervistati mantiene inalterata la fiducia.
Lo dice un sondaggio d'opinione effettuato dalla CIRM per "Repubblica", mercoledì, giorno di diffusione dei primi risultati della sperimentazione, su un campione di 518 italiani con più di 15 anni, tra i quali c'erano anche familiari di ammalati di tumore. Ecco in dettaglio i risultati del sondaggio (tra parentesi i pareri dei familiari dei malati).
Alla domanda "Quanta fiducia ha nel dott. Di Bella?" il 65% del totale (76) ha risposto "molto" - "abbastanza", il 25 (15) "poco"- "nulla", mentre il 10 (9) è senza opinione. La domanda centrale: "Secondo i risultati della Commissione di saggi dell'Istituto Superiore della Sanità, la cura Di Bella non funziona e non verrà più prescritta. Alla luce di questa vicenda la sua fiducia in Di Bella è aumentata / rimasta uguale / diminuita / senza opinione. Il 67% degli intervistati (72) ha dichiarato che la propria fiducia nell'oncologo modenese è rimasta inalterata, mentre per il 13 (14) è diminuita, per il 7 (7) è aumentata. Senza opinione il 13% (7).
"Tra la commissione e Di Bella chi ha ragione?" Per il 33% (37) Di Bella, per il 20 (24) nessuno, per il 10 (11) la commissione, per il 9 (10) entrambi, senz'opinione il 28 (18).
Alla domanda sulla fiducia al ministro dopo la vicenda, per il 43% (48) è inalterata, per il 34 (37) è diminuita, per il 3 (4) aumentata, senz'opinione il 20 (11).

La Repubblica 31/07/1998
http://www.repubblica.it
   
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