torna all'Home Page
   
lunedì 11 dicembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
  Contiene 752 articoli  
  News  
  Rassegna stampa  
  testimonianze  
  relazioni mediche  
  Rassegna scientifica  
  Diritto e Giurisprudenza  
  Editoriale  
  dedicato a  
 
Leggi un articolo estratto a sorte
 
Glossario
Ricerca per lettera iniziale:
a - b - c - d - e - f - h - m - n - p -
t -
 
Contatti
tel: 055 7330595
fax: 055 353345
0187 563172
e-mail: atsat@mediastaff.com

Diritto e Giurisprudenza

Trib. Trani, sezione civile. Ord. 21 gennaio 1999, in proc. civ. cautel. n. 3916/98. Est. Guaglione.
La tutela del diritto costituzionale alla salute non può essere assicurata con le sole terapie ufficialmente approvate, ma va assicurata con ogni mezzo terapeutico possibile

Il diritto alla salute di cui all'art. 32 della Costituzione, è un diritto
assoluto ed inviolabile dell'individuo, per la cui tutela ben può essere
adito il giudice civile, e la cui salvaguardia non può essere limitata
alle sole forme di terapia ufficialmente approvate, ma deve attuarsi
con ogni mezzo terapeutico possibile, specialmente per quelle patologie
che sono considerabili non curabili, o non più curabili, con le terapie
mediche ufficialmente approvate.


Il Giudice designato
- letti gli atti del procedimento cautelare ex art. 700 c.p.c.,
iscritto al n. 3916/98 R.G., promosso da FFFFF nei confronti
della A.U.S.L. BA/2, con sede in Barletta, e del Presidio
Ospedaliero di Trani;
- a scioglimento della riserva formulata all'udienza del 15-1-
1999, nel contraddittorio delle parti successivo all'emissione di
decreto inaudita altera parte, ha pronunciato la seguente
O R D I N A N Z A
Con decreto in data 21-22.12.1998 questo giudice designato,
accogliendo il ricorso ex art. 700 c.p.c. proposto da FFFFF, ha
ordinato alla A.U.S.L. BA/2, con sede in Barletta, ed al Presidio
Ospedaliero di Trani, in persona dei rispettivi legali
rappresentanti pro tempore, di somministrare gratuitamente alla
ricorrente il farmaco "Somatostatina", al dosaggio prescritto dal
dott. GGGGG in data 8-8-1998.
Con la comparsa di costituzione l'Ente resistente ha
eccepito preliminarmente l'incompetenza per materia del giudice
adito, per essere funzionalmente competente il Pretore del lavoro
di Trani, cui la legge devolve le controversie in materia di
previdenza ed assistenza obbliga-toria.
L'eccezione e' destituita di giuridico fondamento.
L'assistenza obbligatoria nel settore sanitario e' limitata
ai trattamenti terapeutici con farmaci sperimentati ed inseriti
nel prontuario farmaceutico nazionale, secondo le norme della
legge istitutiva del Servizio Sanitario e nei limiti di spesa e
di bilancio (imposti dalla legge finanziaria) del Ministero della
Sanita'.
La prestazione richiesta dalla FFFFF (somministrazione
gratuita di un farmaco non sperimentato e non reperibile nel
libero mercato) attiene alla tutela del diritto alla salute ed
alla sopravvivenza, di cui all'art. 32 Cost., che compete al
giudice civile.
Invero, il giudice civile - al di la' dell'assistenza del
S.S.N. - in presenza di ammalati di forme tumorali "orfane di
terapie" e, quindi, in grave pericolo di vita, i quali chiedono
di utilizzare farmaci non sperimentati (come la somatostatina) e
come tali non reperibili liberamente nelle farmacie aperte al
pubblico, ha il potere-dovere di delibare - anche in via
cautelare urgente - dette domande in applicazione dei precetti
costituzionali sulla tutela del diritto alla salute.
L'art. 32 Cost. considera la salute come un diritto assoluto
dell'individuo, che impone forme di tutela piena, una tutela che
determina in capo agli ammalati in pericolo di vita situazioni
giuridiche soggettive qualificabili come diritti assoluti erga
omnes, immediatamente garantiti e protetti, personalmente
azionabili su iniziativa dei soggetti titolari legittimati.
Le origini di una tale configurazione si rinvengono nella
sentenza della Corte Costituzionale n. 184 del 14 luglio 1986, in
Foro It., 1986, I, 2053), la quale ha riconosciuto al diritto
alla salute una posizione soggettiva autonoma, capace di imporsi
anche nei rapporti tra i soggetti privati. Il principio (ribadito
da Corte cost. 27 ottobre 1988, n. 922, id., 1989, I, 1776) e'
stato ripetutamente affermato anche dalla giurisprudenza di
legittimita', nel senso che il diritto alla salute quale
"fondamentale diritto dell'individuo" rientra nella categoria dei
diritti inviolabili, oggetto di primaria tutela (V. Cass. civ.,
29 dicembre 1990, n. 12218, in Rep. Foro it., 1991, voce Sanita'
pubblica, n. 191; Cass. civ., 3 ottobre 1996, n. 8661, id., 1996,
I, 3331).
Destituita di giuridico fondamento e' pure l'eccezione di
difetto di legittimazione passiva sollevata dalla A.U.S.L. BA/2,
sulla scorta dell'art. 5-ter del d.l. 17 febbraio 1998, n. 23,
conv. in legge 8 aprile 1998, n. 94, che assegna ai comuni fondi
"da destinare al finanziamento di contributi agli indigenti per
spese sanitarie particolarmente onerose". Pare, invero, a questo
giudice che detta norma non si riferisca agli oneri finanziari
derivanti dalla somministrazione gratuita della somatostatina od
alla disciplina della sperimentazione clinica in campo
oncologico, ma costituisca una diversa ed "altra misura in
materia sanitaria".
La difesa della A.U.S.L. BA/2 ha poi contestato l'ammissibilita'
e la fondatezza della domanda cautelare sotto
diversi profili, in fatto (travisamento sui farmaci prescritti e
sul loro costo) ed in diritto (presunta violazione delle norme
sulla partecipazione alla spesa sanitaria del paziente e della
disciplina della multiterapia Di Bella).
Anche dette censure - ad una sommaria delibazione qual'e'
consentita in questa sede cautelare - appaiono prive di pregio e
di carattere ostativo.
I farmaci prescritti nel certificato in data 20.11.1998 dal
dott. GGGGG, referente dibelliano su Trani (come riferito dal
dott. HHHHH, medico curante della ricorrente, sentito quale
informatore) appartengono notoriamente alla Multiterapia Di
Bella, com'e' confermato dalla presenza, tra l'altro, della
melatonina coniugata con adenosina e della somatostatina (1 fiala
al di' da 3mg), da somministrare con siringa temporizzata per otto ore.
Del tutto inconsistente e' pure il dubbio sollevato sulla
esosita' della cura, essendo inaccettabile che proprio l'Ente
resistente ignori il clamore suscitato dall'elevato costo della
somatostatina biologica, che ha raggiunto in Italia fino a poco
tempo fa un prezzo superiore a L.500.000 a confezione, per un
dosaggio giornaliero, del tutto sproporzionato rispetto alla
media europea del prezzo della sostanza.
Del resto, nella fattispecie, la ricorrente ha comprovato
documentalmente (v. le bolle di consegna della farmacia KKKKKK,
in atti) di essere stata costretta a corrispondere in passato un
prezzo "politico" da L.180.000 a L.240.000 al giorno, che rende
comunque evidente l'esosita' del trattamento rispetto alla sua
modesta condizione economica (condizione peraltro neppure
richiesta dalla legge 30 luglio 1998, n. 257, che non pone
limitazioni di reddito).
Quanto alle censure in diritto, non ignora questo giudice
che, anche dopo la legge istitutiva del S.S.N. (legge n. 833/78),
il legislatore ordinario ha voluto mediare tra esigenza di tutela
del diritto dei cittadini all'assistenza sanitaria ed i limiti
(di bilancio e della legge finanziaria) delle risorse
disponibili, in un'ottica di contenimento e di razionalizzazione
della spesa pubblica.
La stessa Corte costituzionale ha affermato, in alcune
pronunce, che la tutela accordata dall'art. 32 Cost. deve
leggersi come diritto condizionato "alla determinazione degli
strumenti, dei tempi e dei modi di attuazione della relativa
tutela da parte del legislatore ordinario" (v. Corte cost. 15
luglio 1994, n. 304, in Foro it., 1994, I, 2607; Corte cost. 16
ottobre 1990, n. 455, id., 1992, I, 287).
Volendo individuare i limiti all'azione di ingerenza del
potere discrezionale della pubblica amministrazione sul primario
diritto alla salute, giova ricordare che del tutto isolata e'
rimasta in giurisprudenza la tesi della presunta scissione del
diritto alla salute in una "componente oppositiva" (a condotte
pregiudizievoli alla propria salute) ed una "componente
pretensiva", non tutelabile nei confronti dell'Autorita' pubblica
(v. Cass. 10 novembre 1992, n. 12099, in Foro it., Rep. 1992,
voce Sanita' pubblica, n. 270).
Per contro, l'opinione prevalente si e' consolidata nel
senso che il diritto fondamentale alla salute si impone con
assolutezza, qualora le strutture organizzative del servizio
sanitario nazionale non offrano adeguati rimedi alternativi alle
esigenze sanitarie dell'assistito: detto indirizzo finisce in tal
modo per svilire la discrezionalita' della pubblica
amministrazione. Si e' cosi' affermato che:
a) il diritto de quo e' tutelabile innanzi al giudice ordinario, ai sensi dell'art. 2
legge 20 marzo 1865 n. 2248, all. E;
b) la somministrazione delle prestazioni richieste dall'assistito (nella specie,
dispensazione gratuita di farmaci ritenuti indispensabili nella cura degli
stati morbosi) va garantita previa disapplicazione del prontuario
terapeutico, ai sensi dell'art. 5 della legge da ultimo richiamata (cfr.
Cass. civ., 12 giugno 1997, n. 5297, in Foro it., I, 2075; Cass. civ.,
3 ottobre 1996, n. 8661; Cass. civ., 11 settembre 1996, n. 8241, id.,
Rep. 1996, voce cit., n. 340; Cass. civ., 22 aprile 1994, n. 3870, id.,
1995, I, 577).
Tali principi possono ritenersi applicabili anche a fattispecie del genere
qui considerato, e cioe' a casi in cui l'assistito sia colpito da una sindrome
morbosa, la cui cura non possa essere assicurata dalle terapie ufficiali,
conformemente all'orientamento in cui si muove la prevalente giurisprudenza
cautelare (v. Pret. Macerata, 12 gennaio 1998, in Foro it., 1998, I, 641; Pret.
Catanzaro, 26 gennaio 1998, ibid.; Pret. Pistoia, 4 giugno 1998, ibid., 1998, I, 2589).
Pure in tali ipotesi, per un verso, la cognizione del giudice ordinario non puo'
essere esclusa ne' la latitudine dei suoi poteri, di origine costituzionale, ridotta
da parte di un provvedimento legislativo ordinario; per altro verso, deve
riconoscersi a tale giudice il potere-dovere di disapplicare regolamenti, circolari
o direttive delle strutture pubbliche preposte alla gestione della Sanita', ove - in sede di
interpretazione giurisprudenziale - dovesse ravvisare un ostacolo, una limitazione
ingiustificata o una lesione del diritto soggettivo alla tutela della salute.
La circostanza che la ricorrente non rientra nel novero dei
pazienti stabili gia' ammessi al trattamento presso i centri di
osservazione, per i quali l'ordinanza del Ministro della Sanita'
del 20.11.1998 ha previsto la prosecuzione del MDB, per un verso,
dimostra l'inconsistenza della richiesta di integrazione del
contraddittorio nei confronti del centro di osservazione di
residenza della paziente (a cui carico, secondo l'Ente
resistente, andrebbe posta in via subordinata la somministrazione
della somatostatina) e, per altro verso, non puo' essere ostativa
al riconoscimento della invocata tutela urgente a fronte di uno
"stato di necessita' terapeutica" conseguente ad una condizione
di particolare gravita' della malattia, all'inutilizzabilita'
delle terapie consolidate della scienza medica o all'inefficacia
delle cure tradizionali (gia' vanamente praticate nella
fattispecie, come emerge dalla documentazione sanitaria, in atti)
ed alla ragionevolezza del tentativo terapeutico alternativo-
innovativo con sostanze o farmaci non dannosi.
Tale ragionevole previsione e' alimentata sia dall'esito
incoraggiante che il trattamento in questione pare aver dato a
pazienti in centinaia di casi (dei quali circa 500 sono, com'e'
noto, al vaglio di una Commissione di esperti nominata dal
Pretore di Maglie nell'ambito di giudizi conseguenti ad analoghe
istanze cautelari), al di fuori della sperimentazione ufficiale
(peraltro sotto inchiesta giudiziaria per il modo in cui e' stata
condotta, sicche' neppure puo' dirsi definitivamente chiuso il
capitolo Di Bella) sia soprattutto dalla risposta individuale
che, nel caso di specie, la cura sta dando alla ricorrente FFFFF.
Costituisce circostanza di fatto incontestabile che costei,
gia' sottoposta ad intervento chirurgico (di svuotamento radicale
latero cervicale e sottomascellare dx) ed a sedute di
radioterapia, ha dovuto poi interrompere un primo ciclo di
chemioterapia per intolleranza ai farmaci somministrati, in una
condizione di notevole debilitazione fisica e prostrazione
psichica; la somministrazione dei farmaci previsti nel protocollo
del prof. Di Bella le ha consentito di recuperare efficienza
fisica e tenuta psicologica e di ripristinare condizioni di vita
sufficientemente normali e dignitose, come questo giudice ha
potuto verificare "de visu" in sede di comparizione personale
all'udienza del 15-1-1999, alla quale la FFFFF si e' presentata
confermando di trarre giovamento dalla cura in questione e di
volerla praticare fino in fondo.
Certamente tale risposta individuale al trattamento dovra'
essere oggetto di ulteriore, approfondita verifica sotto il
profilo dei riscontri strumentali nell'ambito dell'instaurando
giudizio di merito, ma allo stato della sommaria istruzione -
consentita in questo procedimento - essa appare sufficiente al
fine di accordare la tutela urgente invocata dalla ricorrente.
Del resto e' proprio l'individualizzazione del trattamento
che segna, ad un tempo, la caratteristica di tale terapia non
ufficiale (che ne accresce le probabilita' di successo) ed il
limite della Medicina ufficiale: nel protocollo del prof. Di
Bella le ricette non sono standardizzate, bensi' personalizzate,
le risposte individuali variano da paziente a paziente, al centro
della terapia non c'e' piu' la malattia, ma l'ammalato.
Non si tratta di legittimare in tal modo un diritto alla
sperimentazione su se stessi, tantomeno a cura della mano
pubblica, bensi' di offrire ad ammalati gravi di neoplasie
tumorali metastatizzate (e percio' in stato avanzato), i quali il
piu' delle volte hanno esaurito tutti gli itinerari terapeutici
della Medicina ufficiale - sottoponendosi, come nella
fattispecie, ad interventi chirurgici, alla chemioterapia ed alla
radioterapia con scarsi risultati positivi (e spesso con effetti
collaterali devastanti, a causa dell'elevato grado di tossicita'
dei farmaci chemioterapici) si' da risultare ormai abbandonati al
loro triste destino (c.d. orfani di terapie ufficiali) -
un'alternativa ed una prospettiva migliore rispetto all'attesa
rassegnata della morte, alternativa certamente preferibile
quand'anche dovesse servire ad assicurare non gia' una remissione
(totale o parziale) della patologia tumorale ma soltanto benefici
di carattere soggettivo, a migliorare la qualita' della vita, a
convivere meglio con il male o a coltivare una speranza di
sopravvivenza.
E' noto che nel cocktail Di Bella sono comprese sostanze
(quali la melatonina, che e' un composto polivitaminico e,
appunto, la somatostatina, che inibisce l'ormone della crescita e
tende percio' ad isolare i fattori di crescita delle cellule
"cattive", potenziando le difese dell'organismo) certamente non
dannose (alle quali si aggiungono, solo per la cura di alcuni
tumori, dei chemioterapici a bassissimo dosaggio e lievissima
tossicita') e che assicurano il piu' delle volte, come emerso
nella maggior parte dei casi clinici osservati al di fuori della
sperimentazione ufficiale (e dei quali i mezzi di informazione
hanno dato ampio riscontro), un miglioramento delle condizioni di
efficienza e della qualita' della vita dell'ammalato,
recuperandolo al lavoro ed agli affetti famigliari: di tale
positivo effetto FFFFF e', allo stato, un esempio ed una
testimonianza vivente, che non puo' essere trascurata o
minimizzata.
Giova ricordare che esiste una direttiva CEE del 1994 sulla
"liberta' di scelta terapeutica e sanitaria", che evidentemente
nel nostro Paese e' rimasta inattuata essendo il cammino verso
una liberta' di terapia ancora lungo e faticoso rispetto alle
realta' di altri paesi occidentali (come ad es. la Svizzera e la
Germania), dove almeno il 50% della popolazione si cura
liberamente e senza problemi con le medicine cosiddette
alternative.
Tuttavia, per lo meno quando il S.S.N. e la scienza medica
ufficiale non sono in grado di fornire - per la natura, la
gravita' e lo stato di avanzamento della malattia - adeguate ed
efficaci risposte alle esigenze terapeutiche dei cittadini
ammalati, deve riconoscersi a costoro il diritto, rinveniente dai
precetti costituzionali, di cercare e trovare, anche al di fuori
della scienza medica tradizionale, quelle risposte e quelle
garanzie immediate ed efficaci di tutela del loro diritto alla
salute.
Impedire ai cittadini, affetti da malattie tumorali gravi e
prive di efficace tutela terapeutica ufficiale, il ricorso a
pratiche alternative non dannose (ancorche' non ancora oggetto di
sperimentazione positiva) approntate da medici professionisti di
fiducia (e non da ciarlatani o da santoni) significherebbe
violare il precetto costituzionale dell'art. 32 Cost. e negare il
diritto soggettivo alla tutela della salute, nella piu' lata
accezione di diritto se non alla certezza quanto meno alla
speranza di guarigione o di miglioramento della qualita' della
vita (c.d. diritto di sopravvivere).
Com'e' stato efficacemente sottolineato nell'ordinanza
cautelare emessa dal Pretore di Maglie in data 11 febbraio 1998
(inedita), che sviluppa ampiamente le argomentazioni poste a
sostegno del presente provvedimento, "l'ordinamento giuridico, a
differenza della medicina che accetta vuoti (assenza) di terapie,
non ammette vuoti di giurisdizione soprattutto in materia di
diritti fondamentali della persona".
Le considerazioni che precedono inducono questo giudice a
ritenere fondato - nel positivo apprezzamento dei due requisiti
richiesti dal- l'art. 700 c.p.c. (dei quali il "periculum in
mora" si apprezza in re ipsa, per le ragioni gia' esposte nel
decreto) - il ricorso introduttivo ed a confermare integralmente
il decreto cautelare urgente reso inaudita altera parte in data
21-22.12.1998 in favore di FFFFF (con la precisazione che il
certificato del dott. GGGGG, contenente la prescrizione ed il
dosaggio della somatostatina, reca la data del 20-11-1998,
anziche' quella erroneamente indicata dell'8-8-1998).
Sulle spese del procedimento cautelare si provvedera'
all'esito dell'instaurando giudizio di merito, da promuoversi nel
termine perento-rio di trenta giorni dalla comunicazione della
presente ordinanza.
P.Q.M.
1) letto l'art. 669 sexies c.p.c., conferma il decreto cautelare
urgente reso, inaudita altera parte, in data 21-22.12.1998 in
favore di FFFFF nei confronti della A.U.S.L. BA/2, con sede in
Barletta, e del Presidio Ospedaliero di Trani (con la precisazione
che il certificato del dott. GGGGG, contenente la prescrizione
ed il dosaggio della somatostatina, reca la data del 20-11-1998,
anziche' quella dell'8-8-1998 erroneamente indicata nel decreto);
2) riserva all'esito del giudizio di merito ogni provvedimento sulle
spese del presente procedimento cautelare;
3) letto l'art. 669 octies c.p.c., fissa il termine perentorio di trenta giorni,
dalla comunicazione della presente ordinanza, per l'instaurazione del giudizio
di merito;
4) manda alla Cancelleria per le comunicazioni di rito.
Trani, addi' 21 gennaio 1999.
(Omissis).

Trib. Trani, sezione civile

Trani Ius 21/01/1999
http://www.mythnet.it/trani.ius/giurtra/C4.HTM
   
  stampa quest'articolo
<<:: Pagina precedente invia l'articolo ad un amico

 

 

 

Cerca su Atsat.it


nel sito
nell'archivio articoli

Tutte le parole
Ogni parola
Frase esatta


Ultimi 5 articoli

 

 




Area Riservata
 

Newsletter A.T.S.A.T.
 

Segnala ad un amico
Nome mittente

 

Nome destinatario

 
e-mail destinatario
   
   
   
 

Risoluzione minima 800 x 600 - copyright 2002-2003 A.T.S.A.T. Onlus Firenze
web design by Mediastaff Web Solutions La Spezia in memoria di Susi

Condizioni d'utilizzo| Informativa sulla Privacy