torna all'Home Page
   
domenica 19 novembre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
  Contiene 752 articoli  
  News  
  Rassegna stampa  
  testimonianze  
  relazioni mediche  
  Rassegna scientifica  
  Diritto e Giurisprudenza  
  Editoriale  
  dedicato a  
 
Leggi un articolo estratto a sorte
 
Glossario
Ricerca per lettera iniziale:
a - b - c - d - e - f - h - m - n - p -
t -
 
Contatti
tel: 055 7330595
fax: 055 353345
0187 563172
e-mail: atsat@mediastaff.com

Rassegna scientifica


Melatonina: Fatti e Ipotesi

Lo scalpore tuttavia vivo e diffuso sulla Melatonina (MLT) sorprende sia per le straordinarie proprietà biologiche come per le singolari proprietà terapeutiche attribuite alla sostanza, nonché infine per la sua vasta diffusione e popolarità. L'attività scientifica, sperimentale e clinica, dedicata da decenni alla sostanza ha aperto insperati orizzonti sull'azione e sull'impiego, che sono stati anche discussi nell'ultimo convegno internazionale della European Pineal society, dedicato appunto alla MLT ed alla pineale che la forma, tenuto a Sitges dal 28 al 31 marzo di quest'anno, di cui si riferisce. La MLT è una polvere bianca, solubile in alcool, difficilmente solubile in acqua. E' stata isolata dal dermatologo americano A.B. Lerner della Yale university School of Medicine del Connecticut. La pineale era più che altro nota per la funzione attribuitale dal filosofo belga R. Descartes 81596-1650) di essere la sede dell'anima nell'uomo.

BREVE STORIA DELLA SCOPERTA
La prima monografia sulla pineale compariva nel 1954; era stata scritta da Kitay J.I.& Altschule M.D.; era edita dalla Harward University Press di Cambridge (Mass), riportava 1.800 citazioni bibliografiche e le conclusioni erano che la pineale avrebbe potuto incidere sulla funzione: 1) delle gonadi; 2) sulla pigmentazione della cute; 3) sul comportamento. Già nel 1912 Foa C. (Arch. Ital. Biol. 1912,57,233-25) aveva rilevato che pulcini precocemente pinealectomizzati presentavano ipertrofia della cresta e dei testicoli e nell'uomoPellizzi G.B. e Pende N. (Riv. Ital. Neuropat.1910 3,193-207) avevano delineato la sindrome della "macrogenitosomia precoce" nei soggetti con supposta ipofunzione della pineale. Parecchi sintomi di portatori di tumori della pineale (germinami; teratomi; pinealomi; gangliomi; astrocitomi; epindimomi;angiomi) e di centri nervosi viciniori (mesencefalo,diencefalo) erano stati osservati ed attribuiti ad alterazioni della pineale.
Queste, e numerose altre associazioni clinico-sperimentali, i rilievi di anatomia comparata e di istiochimica, i rapporti con i centri nervosi hanno chiarito la multidisciplinarietà della funzione della pineale. Quando A.B. Lernerincominciò i suoi studi sul melanoforo- stimolante-ormone (Alfa MSH) tendeva - da dermatologo-a ottenere la pigmentazione della pelle, così come l'avevano ottenuta nel 1917 Mc Cord &Allensulla pelle di rana trattata con principio estratto dalla pineale. Con estratti purificati ottenuti da oltre 200.000 pineali cominciarono ad orientarsi, attraverso le proprietà chimiche, verso la formula di struttura. Dopo un colloquio con J.McGuire che si era occupato del metabolismo della serotonina, molte proprietà di quest'ultima si constatò che erano sovrapponibili a quelle dell'estratto, per cui nel 1958 Lerner A.B.,Case J.D.,Takahashi Y., Lee T.H. & Mori W. (J.Amer. Chem. Soc. 1958,80,2587) scoprivano la Melatonina, il fattore della pineale che scolora i melanociti, cioè le cellule pigmentate. La denominazione della sostanza ricorda la serotonina, con la quale è strettamente imparentata chimicamente, da una parte, e la sua parte, e la sua azione sulla melanina, il pigmento che colorava la pelle, dall'altra.
Sintesi biologica - Secrezione della Melatonina
La MLT è formata in organi diversi di Vertebrati e Invertrebati; nella pineale, nella retina e nelle ghiandole di Harder, nei megacariociti e nelle piastrine, nella mucosa dell'apparato gastro-enterico, in quantità, velocità, modalità e condizioni diverse in rapporto all'organo, alla sua funzione ed ai suoi rapporti con gli altri organi; alla temperatura; alle condizioni neuro-endocrinologiche, alla disponibilità dell'aminoacido da cui prende origine-cioè il triptofano. Quest'aminoacido fa parte degli otto-dieci aminoacidi essenziali; che non può formare l'organismo umano, il quale deve introdurlo coi cibi. Le azioni della MLT consistono essenzialmente nell'assicurare lo svolgimento di rapporti funzionali continui opportunamente modulati, per assicuare le funzioni vegetative ed i normali rapporti fra sistema della vita vegetativa e quello della vita di relazione ed anche le relazioni fra singole cellule nervose attraverso la liberazione di peculiari sostanze chimiche a livello di specializzate strutture (sinapsi) delle cellule. Il mediatore che si origina dal triptofano è la serotonina e la Melatonina è un derivato dalla Serotonina.

AZIONI DELLA MELATONINA
Le condizioni essenziali perché si formi la MLT sono in realtà:1) la presenza dell'aminoacido essenziale triptofano, portato dal sangue, e proveniente dalle proteine alimentari; 2) la presenza di enzimi che accelerano la reazione in particolari condizioni locali ambientali. La trasformazione del triptofano in MLT si svolge in punti e in tempi successivi che sono schematicamente:
I) Ossidazione a mezzo della triptofan-5-0ssidrilase a 5-ossitriptofano, nell'interno delle cellule (mitocondri) con la partecipazione della tetraidrobiopterima, un pigmento simile a quello delle ali di farfalla, e affine anche alla lattoflavina o vitamina B2 ed all'ac.folico, necessario per la sintesi dell'emoglobina.
II) Decarbossilazione dell'Ossi-triptofano a 5-ossiindoletilamina, o 5-ossitriptamina o serotonina, con la compresenza della Vitamina B6 (o piridossalfosfato).
III) Acetilazione della serotonina ad opera dell'Nacetil- transferase (Nat) e mutilazione del composto derivato a Melatonina ad opera dell'enzima Idrossi-indol-ossigeno-metil-transferase (Hiomt), enzimi scoperti da Axelrod, Wurtman, Weisbach. L'acetile viene ceduto alla serotonina dell'acetil-Coenzima-A (Ac-Co-A) composto molto complesso ed altamente instbile, che interviene in numerose altre reazioni metaboliche; mentre il metile in -5- viene ceduto da un altro composto, l'Adenosinmetionina.
La MLT formata viene poi condensata, in posizione -6-con solfati o glicuronati prima di essere eliminata, con la saliva o con le urine. Riassumendo: la MLT prende origine dal triptofano, un aminoacido essenziale delle proteine "nobili", la trasformazione -molto complessa- si svolge seguendo diverse fasi, con varie velocità, in molto organi a partire dalla pineale; da questi organi viene distribuita a tutto l'organismo dal sangue, nel quale si trova contenuta o nel plasma ovvero dentro le piastrine; essa viene poi copulata nel fegato con solfati e glicuronati, e così viene infine eliminata per le urine o per la saliva. In questo suo viaggio attraverso l'organismo la MLT svolge compiti diversi, che, quando interessano cellule o terminazioni nervose, cellule ed increzioni ormonali, o entrambi -anche in siti e tempi diversi- allora si estendono a tutto l'organismo. La qualifica di "multidisciplinare" dell'azione della MLT può essere solo capita attraverso le sue interazioni con altri mediatori, con i suoi recettori, con la sua eccezionale solubilità in alcune fasi; a partire da quel piccolo spazio fra la piastrina e gli endoteli di tutti i capillari sanguigni che ne regola la fisiologia degli scambi tra sangue e i tessuti cirocostanti; in queste azioni si traduce l'essenza stessa della vita integrata. Non è la MLT come tale che fa tutto questo, bensì il cerchio delle reazioni che sostiene e promuove con le conseguenti ripercussioni sulla morfologia e la biochimica cellulare. Le tante azioni sul metabolismo in- termedio e l'influenza dal e sul sistema nervoso centrale sono spiegate attraverso reazioni ormai relativamente semplici e ben chiare.

TOSSICITÀ DELLA MELATONINA
La MLT si può somministrare per via orale o parenterale: nel primo caso sotto forma di polveri (cartine, cialde), compresse (rivestite o meno). In acqua è molto poco solubile, per cui si deve somministrare disciolta in alcol, glicoli, ecc. A scopo sperimentale si usano "pompe osmotiche", di sostanze semipermeabili, che cedono gradualmente in tempi noti e discreti la MLT. Altro mezzo sperimentale usato è la dispersione in cera d'api. Gli effetti possono essere diversificati in rapporto all'ora della somministrazione, oltre che alla dose. I primi risultati sulla tossicità nell'uomo risalgono a Lerner & Nordlund: in 96 soggetti saggiati entro i primi 18 anni dalla scoperta della sostanza; perfino la dose di gr. 6,6 al giorno corrispondono al contenuto di 165 milioni di pineali di mucca, ha dato scarsi o nessun segno di tossicità, anche dopo continuazione per 35 giorni. Un soggetto che ricevette 250 mg al giorno per 7 giorni endovena non manifestò fenomeni di ritardata tossicità neanche a distanza di 18 anni. Questi dati hanno portato gli AA. a concludere che si può adoperare senza rischio la MLT in clinica. Decine di migliaia di persone adoperano ormai da parecchi decenni la MLT, su indicazione medica e molti proprio per reali e supposti benefici in qualche aspetto della vita, senza che sia stato mai denunciato alcun caso di intossicazione.
Le ragioni di questa estrema tolleranza verso la MLT sono chiaramente comprensibili se si pensa che: 1) la MLT deriva da un aminoacido essenziale -il Triptofano (V. sopra); 2) le razioni di conversione sono perfettamente note, si svolgono in cellule ad altissima dignità funzionale; non implicano formazione di prodotti tossici, anche per le piccolissime quantità in gioco; 3) la MLT, come il suo precursore immediato - la serotonina - per un meccanismo molto complicato si accumula ad alte concentrazionidentrole piastrine ed i megacariociti, dai quali traggono origine le piastrine.
Grazie a questo meccanismo non è possibile riscontrare abnormi concentrazioni di MLT o di serotonina nel plasma; tali concentrazioni possono formarsi solo nelle piastrine tramite un legame con l'adenosina; legame che non ha la forza di quello interatomico covalente, ionico o metallico, ma è più debole (Nebenvalent di Hantzsch & Werner; minor valent sec. Huggins). Questo legame - legame d'idrogeno (Hydrogen Bond, Wasserstoffbruck) rappresenta la maggior forza coesiva fra molecole contenenti gruppi - NH(2) e OH ed altre contenenti gruppi -OHO - CO (Pauling); esso è più forte delle cosiddette forze di van der Waals; è relativamente aspecifico, poco energetico (-3Kcal/mol), impiega qualche miliardesimo di secondo per disintegrarsi, per cui può intervenire rapidamente nei processi di riconoscimento intermolecolare.
In virtù di questo legame d'H le piastrine possono liberare o legare MLT o Serotonina quando cala la concentrazione di entrambe nell'ambiente circostante, salvo a riprenderle velocemente quando sale. Le piastrine possono cambiare forma(shape change) man mano che liberano la MLT, il che normalmente avviene, molecola di MLT per molecola ed intervenire così nel metabolismo degli endoteli che tappezzano tutti i vasi sanguigni, attraverso la normale liberazione di tutte le sostanze contenute nella piastrina.
Quanto si è detto si comprende meglio nella sua portata se si pensa che un soggetto normale ha mille miliardi di piastrine, che strisciano lentamente sulla parete interna dei capillari "nutrendo" le cellule endoteliali con i prodotti che liberano dal loro interno man mano che si aggregano e si consumano, per cui dopo non più di 12 gg che sono arrivate nel sangue circolante si risolvono nelle molecole e gruppi molecolari costitutivi.
In presenza di un'adeguata ottimale reciproca concentrazione di MLT e Leganti la piastrina non si deforma; se il rapporto varia la piastrina cambia forma (shapo change) aderisce l'una all'altra (aggregazione), si fondono le membrane, e si liberano in adeguata quantità i vari fattori della coagulazione del sangue. La MLT in altre parole sarebbe il più fisiologico antiaggregante delle piastrine, il garante di una lunga finalistica esistenza al servizio del mantenimento delle proprietà del sangue, del trofismo delle pareti dei vasi, dalla graduale liberazione di serotonina e della MLT, fenomeni tutti essenziali per i complessi fenomeni della normale circolazione del sangue e delle delicate funzioni in cui deve soddisfare per il regolare scambio tra sangue e tessuti circostanti.

FUNZIONI DELLA MELATONINA
Monografie divulgative e articoli di quotidiani e periodici confondono più che chiarire le idee. Poiché sono stati riscontrati diversi soggetti che avevano nel sangue quantità indosabili di MLT si è dedotto che la MLT non ha importanza e significato biologici; trascurando con ciò che la MLT può essere sintetizzata al di fuori della pineale e può essere liberata ovunque c'è il sangue, da parte delle piastrine. Un secondo punto essenziale sta nel reperto che le tappe del processo biosintetico della MLT procedono con velocità 70+100 volte maggiore di notte che di giorno nel ratto (Klein & Weller). Questa scoperta inadeguatamente vagliata, ha forse confuso più che chiarire la funzione della MLT. Infatti tuttele funzioni, di tuttigli eucarioti si svolgono in maniera discontinua secondo ritmi sinusoidali, con programmi funzionali endogeni, caratterizzati da oscillazioni autonome, il cui periodo sta secondo numeri semplici con quello di rotazione della terra (ritmo circadiano). I responsabili di questi ritmi autogeni (pacemakers) negli uccelli e nei mammiferi sono delle strutture nervose - nuclei sopraottici e soprachiasmatici (Snc), che condizionano il ritmo enzimatico di formazione della MLT attraverso vie nervose relativamente semplici o eccezionalmente complesse. La MLT viene perciò formata nell'uomo secondo un ritmo circadiano autogeno, che imposta la velocità delle reazioni di sintesi in senso inverso all'intensità della luce ambiente; il bioritmo della MLT in circolo rientra in questo meccanismo; esso è la conseguenza del ritmo autogeno circadiano del Snc e non è responsabile - o solo come elemento integrante - dei ritmi corti circa- diani secondo cui si svolge normalmente la vita dei mammiferi.
Il pittoresco attributo di "darkness hormone" dato alla MLT allude a questa funzione fisiologica coordinatrice ritmica della MLT, relativa a ritmi (circadiani, come la fame e la sete; la variazione della pressione arteriosa; quella della temperatura corporea; del sonno e della veglia; del tono e dei movimenti della muscolatura liscia degli organi dell'apparato digerente (stomaco, tenue, colon), o dell'apparatao urinario (calici, bacinetti, uretri, vescica urinaria) o dell'attività secretoria delle ghiandole mucose, sierose e miste dell'apparato aereodigestivo). I ritmi influenzati possono essere anche di più lunga durata (mensile; stagionale; annuale) come quelli estrali, della gestazione e del parto, dell'allattamento, della crescita). Anche alcune condizioni di più difficile delimitazione come la sindrome depressiva stagionale può presentarsi con un ben delineato ritmo in alcuni soggetti, e la MLT mostrare, in coincidenza, variazioni di concentrazione.
L'Universo è divenire, forse secondo leggi ora e sempre misteriose per la mente umana che è giunta a riconoscere la corrispondenza fra i ritmi dell'ambiente e quelli endogeni. In questa sintonia la MLT gioca un ruolo non sempre rilevante, ma certo importante, purtroppo non sempre molto chiaro. Una dimostrazione pratica comune di questa sintonia è l'attenuazione del "jet lag", manifesto più volando verso Oriente che verso l'Occidente: migliorano infatti la qualità del sonno, la memoria recente e la rapidità, di percezione, anche se non in tutti i soggetti, somministrando ad ore opportune la MLT:

MELATONINA E CANCRO
Nel 1970-74 Di Bella & Rossi somministravano per la prima volta la MLT ad ammalati di emopatie e di tumori solidi; i primi risultati furono buoni. Seguirono i casi di talassemia, anche per questi risolti con esiti buoni come provano gli ultimo risultati, che confermarono il benessere dei pazienti associato al risparmio di sangue trasfuso. La somministrazione in altri casi (ca. gastrico; linfoma maligno n.H) confermò l'assenza di tossicità e l'estrema utilità della MLT, fino alla alla guarigione di forme maligne, soprattutto se associata ad altre vitamine e a particolari inibitori della crescita. L'esperienza clinica gli AA l'hanno parafrasata nell'affermazione: "la MLT da sola non guarisce alcun tumore, ma senza MLT è difficile o impossibile raggiungere la guarigione di un tumore".
In altre parole la MLT sembra essere un fattore necessario, ma non sufficiente a raggiungere la guarigione di un tumore, con tutte le attenuanti relative alla natura del tumore, alla sua aggressività, alla diffusione, alla dignità degli organi colpiti, la tempo trascorso dalla prima comparsa, al trattamento precedente, alle caratteristiche immunitarie del paziente ecc. Nell'ultimo congresso della European Society (Sitges Spagna 28-31 marzo 1996) S. Cos, J. Recio & E.J. Sanchez Barcelocomunicavano di essere riusciti ad inibire la proliferazione in vitro di cellule di cancro mammario con la MLT determinandone anche il meccanismo d'azione. Nello stesso congresso M.D. Mediavilla, F. Garijo, A. Guezmes, S. Palmos & E.J. Sanches-Barcelo comunicavano favorevoli risultati nell'adeno-carcinoma, nell'iperplasia del tessuto linfoide e nel linfoma dei topi con MLT. Il meccanismo consisterebbe nell'inibizione, a do si farmacologiche di MLT, della sua superespressione delle famiglie dei geni H-ras,c-Ki-ras nN-ras.

CONCLUSIONE
Non si esaurisce in brevi minuti di lettura di qualche pagina di un articolo divulgativo la somma di migliaia di ricerche molto complesse.
Nella riunione di Miami Beach (Florida) nel corso del Congresso della Society for Neuroscience (13- 18 Nov.1994) la dott.ssa Guardiola Beatrice di Parigi proponeva la fondazione di un "Melatonin Club" per approfondire le conoscenze sulla MLT, "più importante di un semplice ormone, le cui interazioni con parecchi sistemi (centrale, cardio-vascolare, metabolico, immunologo, ecc.) ne fanno una molecola interdisciplinare". La lodevole proposta rischia di cadere nel vuoto e di vanificare i promettenti risultati già ottenuti in vari campi della patologia umana se non si considera nella pienezza delle sue applicazioni la rappresentazione della MLT nelle piastrine e nei megacariociti quale "elemento mobile, itinerante, multifattoriale, onnipresente, eccezionalmente plastico ed ubiquitario del sistema Apud (Anime Precursor Uptake decarboxylation), un sistema cioè che crea, forma, scambia le funzioni aminica e carbossilica, presenti nella totalità dei mediatori ed effetti neuro-vegetativi (Di Bella) e nelle piastrine.

Prof. Luigi di Bella

Per Vivere 10/09/2002
   
  stampa quest'articolo
<<:: Pagina precedente invia l'articolo ad un amico

 

 

 

Cerca su Atsat.it


nel sito
nell'archivio articoli

Tutte le parole
Ogni parola
Frase esatta


Ultimi 5 articoli

 

 




Area Riservata
 

Newsletter A.T.S.A.T.
 

Segnala ad un amico
Nome mittente

 

Nome destinatario

 
e-mail destinatario
   
   
   
 

Risoluzione minima 800 x 600 - copyright 2002-2003 A.T.S.A.T. Onlus Firenze
web design by Mediastaff Web Solutions La Spezia in memoria di Susi

Condizioni d'utilizzo| Informativa sulla Privacy