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martedì 17 ottobre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Privacy negata

Decido di partire per la Guadalupe un viaggio necessario perché per la malattia ho bisogno di sole, di luce e di mare, qui la temperatura invernale così fredda è per me deleteria. Mi preoccupo però perché portare in aereo tante medicine, siringhe con aghi, può dare motivo di controlli e problemi dopo l’11 settembre. Così con solerzia chiamo l’agenzia di viaggio che gentilmente informa l’Air France della mia necessità: nel bagaglio a mano ci sono tutte le medicine che compongono la multiterapia Di Bella, fiale costose di somatostatina e guanto altro per me indispensabile. Non posso spedire perché se si perdesse il bagaglio al seguito per me sarebbe un dramma poiché queste medicine non esistono in molti paesi. Si susseguono molte (troppe!) telefonate con l’agenzia che chiede qual è la malattia, la ricetta del medico, il numero ed il nome delle medicine, la forma e la misura delle borse, il peso e quant’altro. Dov’è finita la privacy? Sono sconcertata ed in più mi si impone di portare solo 2 Kg di medicine anche se consegnerò il tutto al pilota per riottenere la borsa solo all’arrivo.
Mi trovo costretta a pesare tutto con una bella bilancia ed a scegliere cosa scartare. Questa esperienza mi segna profondamente, trovo discriminante considerando per di più che io per prima mi sono preoccupata di comunicare la mia particolare necessità: la mia solerzia mi penalizza.Trovo eccessiva la precauzione dell’Air France, poiché dopo aver precisato preventivamente il contenuto come posso selezionare decidere che non posso portare tutte le siringhe ma solo una parte come (alla fine) mi è stato richiesto. E se una volta arrivata a destinazione non trovo le siringhe?Nella ricetta il medico ha stabilito un’iniezione il giorno come può la compagnia decidere il numero? Come cambia il pericolo se porto solo una parte
della cura o tutta? URMI

URMI

04/09/2002
   
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