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martedì 17 ottobre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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testimonianze


Storia di Franco

Tutto cominciò nella primavera del 1997 , dopo qualche tempo che accusavo un fastidio alle gengive degli incisivi superiori, decisi di andare ad un controllo dal dentista. Dopo una visita il dottore mi dice che si tratta di una ciste e che bisogna asportarla, cosa che decido di fare però dopo qualche tempo. Il medico però al momento dell'asportazione non ritiene opportuno far analizzare la ciste (cosa che invece come ho saputo più tardi sarebbe la prassi) e dopo un piccolo intervento ambulatoriale posso tornare a casa. Quando dopo qualche mese il problema si ripresenta io purtroppo (come ho riscontrato poi in molti altri pazienti oncologogici) ho sottovaluto la cosa (tanto è solo una ciste me la farò togliere di nuovo). Ma quando mi decido ad andare a farmi vedere ormai è troppo tardi, il dentista non può fare nulla, la ciste è troppo grande e mi manda in ospedale (Bolzano ), dove vista la particolarità del caso mi trasferiscono al reparto chirurgia maxillo facciale del policlinico di Borgo Roma (Verona). Le prime analisi (raggi, tac) danno un responso abbastanza drammatico: Condrosarcoma Mesenchiale del massiccio facciale superiore. La terapia tradizionale prevede in questi casi un trattamento con chemioterapia e poi un intervento chirurgico. Comincio la chemio in aprile 1997, sei cicli fino in agosto senza ottenere dei risultati, cosa che come scoprirò più tardi i medici del reparto oncologia avevano già supposto, infatti in una lettera per un consulto da uno specialista a Bologna si legge:
"Egr dottore (...) sono perfettamente d'accordo con il prof. (...): la diagnosi differenziale del sig Daltrozzo Franco è tra condrosarcoma mesenchiale e l' osteo- sarcoma. Il materiale è molto scarso e la diagnosi più probabile è di condrosarcoma mesenchiale. Non c'è una grande esperienza sul trattamento di queste lesio ni con la chemioterapia ma direi che, se un tentativo vuole essere fatto, deve impiegare il protocollo per 1'0 steosarcoma seguito da una resezione il più ampia possibile".
Alla fine della chemio i medici del reparto oncologia mi dissero che io avevo fatto quello che loro potevano farmi fare e che dal loro punto di vista professionale non avevano più nulla da propormi. Mi consigliano di provare la radioterapia, non dicendomi nulla riguardo all'ipotesi di un intervento chirurgico. Infatti sono stato io a decidere, dopo aver provato altre strade, di tornare al reparto di chirurgia maxillo-facciale per vedere cosa era possibile fare, e non è stata una scelta facile (ma era l'unica da fare). Devo dire che anche nel reparto chirurgia si sono alterati abbastanza per il comportamento che i loro colleghi di oncologia avevano avuto nei confronti di un paziente che oltretutto avevano mandato loro. Mi ricoverano alla fine di ottobre e dopo una serie infinita di analisi e consulti decidono i dettagli dell'operazione: asportazione della parte anteriore del palato, della mascella fino ai seni nasali e di tutti i denti superiori la- sciando solo i due molari a i lati, e nell'arco della stessa operazione ricostruzione ossea tramite osso prelevato dal perone della gamba destra e rifacimento del- le parti molli del palato con pelle prelevata dalla stessa gamba. L'operazione è durata 14 ore.
A proposito devo dire che tutta l'equipe , medici ed infermieri, sono stati meravigliosi sia come professionalità sia come umanità, e nel lunghissimo tempo del mio ricovero sono sempre stati di aiuto a me ed ai miei famigliari. Vengo dimesso il 23 dicembre 1997. Già prima di ricoverarmi per l'operazione avevo sentito parlare del prof. Di Bella, ma per una serie di motivi non ero riuscito a mettermi in contatto ne con lui (in quel periodo "scoppiava il caso Di Bella"), ne con altri medici che seguono i suoi metodi. Riesco a prendere un appuntamento con un medico di fiducia del Professore ai primi di febbraio 1998. Pochi giorni dopo comincio la cura devo dire che subito, nell'arco di qualche giorno, vedo dei miglioramenti nella mia ripresa post operatoria tant'è che in breve posso tornare al lavoro. Qualcuno potrebbe obiettare che il mio caso non può dimostrare la validità della cura (come se dopo migliaia di casi risoltisi ce ne fosse ancora bisogno) ma penso che se queste persone avessero visto i moltissimi casi di recidiva che purtroppo tutti noi che siamo stati in reparti oncologici abbiamo visto, forse cambierebbero opinione. Ne11998,1999 e 2000 ho subito altri quattro interventi di ricostruzione plastica del palato e del forni- ce e di implantologia, e finalmente la costruzione e l'inserimento di una protesi dentaria che mi permette di fare una vita pressochè normale. A favore dei medici del reparto che mi ha operato devo inoltre dire che pur sapendo della mia scelta di seguire la terapia Di Bella non mi hanno mai ostacolato nè cercato di farmi cambiare idea nè espresso pareri negativi nei confronti del Prof.Di Bella e dei suoi metodi (cosa che, come forse avete già avuto modo di constatare, in molti ospedali fanno, a volte anche arrivando anche alle minacce e-o alle offese al paziente).
Sono in cura da oltre tre anni e le cose sembrano andare bene, nel corso degli anni a cadenza più o meno regolare il dottore che mi segue ha ridotto i dosaggi di alcuni farmaci e nell'arco degli anni la cura sarà ridotta ad un livello di mantenimento. La cura probabilmente andrà avanti ancora per anni ma l'importante è essere ancora qui ed esserci in condizioni praticamente normali. Ogni tanto qualche nuovo paziente della terapia Di Bella parlando con me o con altri volontari delle varie associazioni si lamenta del costo della cura, del fastidio della siringa, della seccatura di dover sempre prendere medicinali a orari fissi.
Purtroppo per quanto riguarda il costo della terapia noi possiamo fare ben poco (e tutte le associazioni fanno il possibile per aiutare chi ha bisogno) ma per il resto credo che l'unica soluzione sia, pensando a quello che si è passato o a quello che altri hanno passato o stanno passando, essere contenti di avere avuto grazie al prof. Di Bella e ai medici come lui una possibilità per vivere (e vivere bene), possibilità che purtroppo a volte grazie a certi medici non tutti hanno avuto o avranno.

Franco Daltrozzo

Per Vivere 25/12/2001
http://www.alterantivepervivere.com
   
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