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martedì 17 ottobre 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Un regalo che vale una vita

Il mio calvario è cominciato nel settembre del 1997, a 47 anni, quando, dopo una T.A.C. per problemi respiratori, mi fu comunicato che si trattava di un tumore polmonare. Mi fu consigliato di farmi visitare da uno stimato professore di Firenze, il quale mi confermò la diagnosi.
Decisi di farmi ricoveare al C.R.O. di Aviano (Pn). Rimasi in quella clinica per circa un mese durante il quale fui sottoposta a tutti gli esami diagnostici (T.A.C., scintigrafia, mammografia ecc) e , a conclusione dei suddetti esami , il responso fu: carcinoma solido spinocellulare con localizzazione di tre massorelle solide nel mediastino con scivolamento sulla Pleura.
La cura? Cinque cicli di chemioterapia ogni 21 giorni ma senza nessuna garanzia di successo. Dopo i primi tre cicli di chemioterapia, molto debilitanti, secondo il parere dei dottori del C.R.O., di altri dottori dell’Istituto Tumori di Milano e di insigni oncologi, le speranze di vita erano minime, se non nulle.
Secondo il loro parere il decorso della malattia avrebbe potuto variare dai sei mesi, nel peggiore dei casi, ad un massimo di 12 mesi. Se da qualche parte stava scritto che sarei dovuta morire in breve tempo, volevo almeno regalarmi una qualità di vita migliore rispetto a quella che stavo sopportando con i cicli della chemioterapia.
Decisi, quindi, assieme a miei familiari di sottoporre il mio caso al dott. Zocchi di Pontedera, il quale dopo aver attentamente letto la cartella clinica, esaminato le varie T.A.C. ed avermi visitato mi prescrisse una ricetta contenente tutti i componenti del protocollo Di Bella.
Non assicurò la guarigione, anzi, sottolineò che la percentuale di guarigione era molto bassa, ma aggiunse che comunque la qualità della vita sarebbe migliorata ed inoltre sentenziò che si sarebbe capito il mio futuro nei primi tre mesi di cura.
Il 3 marzo 1998 ho cominciato questa cura e, da quella data, tutte le T.A.C. di controllo hanno evidenziato una stabilità del male. Tenuto conto che avrei dovuto andarmene nel giro di 12 mesi, il dottor Zocchi, il Professor Di Bella e, forse, il buon Dio, mi hanno regalato almeno quattro anni di vita e di questo sarò loro riconoscente finchè avrò vita. Ritengo doveroso ringraziare anche il Professor Carlo Rossi, Primario del reparto di Chirurgia del C.R.O. di Aviano e la sua equipe che decisero di non operarmi.

Maria Garfagnini

04/09/2002
   
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