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giovedì 27 luglio 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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Rassegna stampa

Il sei maggio a Milano una conferenza sul tema "Subire o scegliere la cura?" in cui si parlerà del metodo Di Bella
La salute asservita al profitto, le multinazionali dettano legge

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un intervento del dottor Giuseppe Di Bella, figlio e collaboratore dell’illustre scienziato modenese che ha messo a punto la famosa multiterapia, Mdb, per la cura del cancro. A proposito della Mdb, sul fronte della cronaca, come già registrato su la Padania di ieri, il consigliere regionale della Lega Nord Stefano Galli ha depositato una mozione in cui chiede al Governo di avviare una nuova sperimentazione, ritenendo per vari motivi inattendibile quella effettuata nel ’98, e impegna la giunta lombarda a rimborsare in toto i malati neoplastici che si stanno curando a loro spese con la Di Bella. In attesa dei lunghi tempi tecnici della politica nazionale il consigliere leghista chiede alla Regione di accantonare fondi per far fronte alle esigenze di quei cittadini che non siano economicamente in grado di sostenere gli alti costi della cura. A questi fondi si potrà accedere quindi in modo più rapido, con le modalità decise una volta che la mozione, come auspicano i comitati spontanei dei malati, sarà approvata con l’appoggio di tutte le forze politiche. Il comitato “Cura Di Bella” milanese, guidato da Giuseppe Voltolini, annuncia intanto una manifestazione nel pomeriggio del 6 maggio. Dopo il convegno medico organizzato all’Hotel Cavalieri di Milano, un corteo di malati e sostenitori della Mdb partirà da piazza Missori per raggiungere piazza San Babila.
(G.P.)

Il 4 dicembre 2000 fu promossa una conferenza-dibattito presso l’Auditorium della Regione Emilia-Romagna sul tema: “Subire o scegliere la cura?”. Il titolo della conferenza, in estrema ma eloquente sintesi, comprendeva le motivazioni e i valori da cui sono nati i Comitati per la libertà di cura e la ragione del contendere tra cittadini e Istituzioni su temi vitali, sentiti, spesso sofferti, finora ignorati o disattesi.
Quel convegno segnò un cambio di strategia di quanti perseguono la difesa della libertà di ricerca scientifica, della libera applicazione terapeutica e prescrivibilità di ogni acquisizione realmente utile ed efficace in campo medico. Divenne anche esempio e punto di riferimento la cui impostazione fu riproposta nel titolo “Subire o scegliere la cura” e aggiornata nel contenuto scientifico e nelle testimonianze di ammalati. Fu data una corretta informazione a coloro che hanno il potere legislativo, e pertanto decisionale, nell’occasione a consiglieri e componenti della Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna. Ci accorgemmo con grave ritardo che i politici erano stati saturati, con particolare insistenza, dopo “il caso Di Bella”, di “informazioni scientifiche ufficiali” tendenti ad accreditare la versione di continue e spettacolari vittorie contro il cancro, di soluzioni definitive sempre dietro l’angolo, sempre più vicine. Questa è illusoria propaganda che induce in tanti ammalati oncologici sogni soporiferi, bruscamente interrotti troppo spesso da tragici e inattesi risvegli a una realtà abilmente dissimulata.
Qualcosa però di reale, ben tangibile e palpabile in questi vani e trionfali proclami, in questi ingannevoli e fuggevoli sogni, rimane: il profitto e il fatturato di chi li ha alimentati e ha il potere di far ignorare prima, screditare e inibire poi, strategie terapeutiche scientificamente valide, innovative, più efficaci e tollerate, almeno finché non riuscirà ad appropriarsene e a sfruttarle adeguatamente.
Al convegno bolognese i politici e l’uditorio furono sorpresi nell’apprendere, da numerosi e concordi documenti scientifici presentati dai medici relatori, che in realtà le possibilità terapeutiche della medicina convenzionale in oncologia erano ben lontane dai tanto millantati successi, dalle rosee statistiche, dalle edulcorate e ottimistiche previsioni.
Mentre si susseguivano i relatori, l’uditorio prendeva coscienza di quanto sia facile per chi detiene il potere disinformare, delegittimare scienziati scomodi, e mutare nullità scientifiche in mostri sacri o santoni venerabili e osannati dalla scienza che, dall’alto di prestigiosi riconoscimenti, pontificano e sentenziano con saccenteria dogmatica e inappellabile.
Alcuni mesi fa sulla nota rivista scientifica Nature, appariva un dato inquietante e significativo: 281 articoli scientifici, pubblicati su prestigiose riviste internazionali, erano totalmente destituiti di ogni fondamento e credibilità. Sconcerto forse maggiore hanno provocato le dichiarazioni del maggior responsabile delle pubblicazioni di J.A.M.A., la più diffusa rivista medico-scientifica americana, che ha pubblicamente denunciato interferenze, corruzione, costanti pressioni e intimidazioni tendenti ad asservire il dato scientifico al profitto. Per la sua opposizione è stato costretto alle dimissioni. Drammaticamente significativo l’articolo relativo del 17/02/1999: da grantkaprik@vancouver.quik.com. Il condizionamento e il controllo della ricerca medico-scientifica, degli articoli e delle riviste da parte del potere economico ha raggiunto un’invadenza insospettata e ben evidenziata dal British Medical Journal il 31 luglio 1999. London, July 31 (Reuters): “The results of medical studies are likely to be tainted of flawed if they are funded by industry and researchers have a conflict of interest...”.
In sintesi in alcune pagine vengono in maniera chiara e inequivocabile, forse per la prima volta, evidenziate realtà gravi e sconosciute, taciute dall’informazione: “I conflitti di interessi economici alterano nel 90% dei casi risultati di studi scientifici condotti da ricercatori non indipendenti”. Nella rassegna pubblicata sul B.M.J. il Professor H. Hannum, docente presso un’Università del Massachusetts, illustra diffusamente questa situazione. Lo scienziato R. Smith, in un editoriale, ha affermato che un articolo sulla rassegna di 70 pubblicazioni mediche (relative a un farmaco per malattie cardiovascolari), pubblicato sul New England Journal of Medicine, evidenzia la dipendenza finanziaria di due terzi degli autori. “La quasi totalità (96%) degli autori che davano un parere positivo su di un farmaco avevano un rapporto di tipo finanziario con le ditte produttrici”.
Altro dato emblematico: uno studio pubblicato su J.A.M.A., relativo ai danni del fumo passivo, evidenziava che su 106 articoli scientifici che dichiaravano l’assenza di conseguenze indotte dal fumo passivo, tre quarti erano finanziati dalle ditte produttrici di tabacco.
Affrancare scienza, ricerca, pratica medica, informazione scientifica da condizionamenti immorali è il fine unico e chiaro dei Comitati Nazionali per la libertà di cura.
Solo e unicamente per il riscontro scientifico e le testimonianze date da medici e pazienti nel convegno bolognese del dicembre 2000, l’opposizione in Emilia-Romagna ha iniziato e condotto con determinazione e tenacia una battaglia sulla libertà di cura, che ha indotto la maggioranza (anche se in periodo elettorale) ad accoglierne, almeno in parte, le richieste.
Analoga iniziativa scientifica i Comitati hanno attuato a Roma dove, il 28 febbraio, numerosi medici hanno illustrato a politici, consiglieri e assessori del Lazio, tra cui quello alla Sanità Professor Saraceni, i risultati conseguiti col metodo Di Bella. Per fugare ogni dubbio, oltre alle proiezioni di Tac, Rmn, prove strumentali varie dei casi trattati, gli stessi ammalati hanno dato diretta e personale testimonianza, supportati dalle cartelle cliniche e dai familiari. La disponibilità in Lazio di un reparto per il Mdb e una delibera regionale che liberalizzi di fatto l’Mdb, sono ormai prossime. Simili risultati ha conseguito il convegno promosso con identiche finalità il 7 aprile dai Comitati in Toscana. Il 6 maggio, all’Hotel Dei Cavalieri in Milano, più di quaranta medici che praticano l’Mdb, insieme con gli ammalati, daranno ai politici della Regione un riscontro chiaro e diretto dell’efficacia del metodo e toglieranno ogni pretesto di ordine scientifico, sociale o legislativo a quanti si ostinano a negare l’evidenza. La vittoria dei Comitati è contrastata con ogni mezzo ma non lontana.
“Solo chi è così pazzo da credere di poter cambiare il mondo ha la possibilità di cambiarlo realmente”.

Giuseppe Di Bella

La Padania 20/04/2001
http://www.lapadania.com/2001/aprile/20/20042001p04a1.htm
   
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