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mercoledì 16 agosto 2017
 
Il Prof. Luigi Di Bella
 
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relazioni mediche


Relazioni Cliniche

Sono un medico internista con esperienza più che ventennale di lavoro in un reparto di Medicina Generale a Modena, ed ho seguito con vivo interesse quanto è stato recentemente dibattuto sulla Multiterapia Di Bella. Ho quindi accettato con piacere la possibilità offertami dalla SISTE di esaminare cartelle cliniche di pazienti che hanno seguito tale metodo di cura e di esprimere poi il mio parere in merito con personale e libero criticismo.
Ho iniziato questo lavoro circa 2 mesi fa ed ho finora esaminato 62 casi. Ritengo opportuno, soprattutto ora che i media hanno diffuso i dati sulla sperimentazione della MDB con valutazione gravemente negativa, esprimere le mie personali riflessioni emergenti dall'osservazione di questo sia pur limitato numero di casi, perchè alcuni di essi, ben documentati, mi hanno particolarmente colpito, e penso debbano essere portati all'attenzione di altri colleghi per la loro significatività a mio parere non solo aneddotica, anche se di peso difficilmente valutabile non rientrando in uno studio controllato. Ritengo doveroso continuare a seguire clinicamente questi pazienti, che hanno scelto volontariamente di sottoporsi ad un metodo terapeutico nuovo per il principio ispiratore, ma che utilizza comunque farmaci già conosciuti ed ampiamente usati sull'uomo.
Espongo, ora, in sintesi i casi più significativi per l'esauriente documentazione fornita:

1) N.F. anni 58 Diagnosi (17.1.98): METASTATIZZAZIONE MULTIPLA DI NEOPLASIA A PRIMITIVITA' SCONOSCIUTA presso Istituto Oncologico di Bari, dove è stata eseguita ChemioTerapia (1 ciclo a partire dal 2.2.98 con cisplatino, vepesid, epirubicina) nonostante mancasse la tipizzazione istologica; il paz. ha poi richiesto la MDB che è stata iniziata il 20.02.98. Già il 01.3.98 veniva segnalato miglioramento soggettivo, che poi è stato progressivo ed in assenza di reazioni avverse. L'8.7.98 l'ecografia addominale e il 21.7.98 la TAC toraco-addominale NON EVIDENZIAVANO immagini da lesioni metastatiche epatiche nè linfoadenomegalie; veniva segnalato alla TAC un addensante rimodellamento a carico della lesione litica dell'ala iliaca sin.

2) S.D. anni 81 Diagnosi (16.3.98): LINFOMA NON HODGKIN IV- Stadio (istologia su linfonodo ascellare sin e Biopsia Osteo Midollare); proposta CT che il paz. ha rifiutato. Prescritta il 15.4.98 la MDB; l'8.6.98 è segnalata la riduzione volumetrica di tutti i linfonodi precedentemente rilevabili e netto miglioramento soggettivo; il 4.8.98 è segnalata regressione dei linfonodi laterocervicali e notevole riduzione di quelli ascellari e inguinali; il 14.8.98 segnalata cospicua riduzione dell'epatomegalia. Confrontabili referti TAC del 24.3.98 e del 7.8.98.

3) M.M. anni 56 Diagnosi NEOPLASIA PANCREATICA (istmo-corpo) confermata con agobiopsia il 10.3.98. Iniziata MDB l'11.4.98; segnalato poi un miglioramento progressivo in assenza di effetti collaterali (il paz ha ripreso 13 kg di peso). La TAC addominale del 22.6.98 confrontata con la precedente del 13.2.98 mostra notevolissima riduzione della lesione eteroplastica pancreatica.
La RMN del 16.9.98 fa rilevare Pancreas morfovolumetricamente normale e di segnale uniforme.

4) G.L. anni 51 Diagnosi K.MAMMARIO Sin. nel 1985; eseguita mastectomia sin. e 6 mesi dopo isteroannessiectomia; nel 1986 recidiva locoregionale trattata con RadioTerapia e Tamoxifene, poi asintomatica per circa 10 anni; nel gennaio 97 riscontro di metastasi cerebrali; trattata con CT, le condizioni sono progressivamente peggiorate: a gen. 98 non era autosufficiente. Il 20.2.98 inizia la MDB (schema non precisato in cartella); viene poi segnalato un progressivo miglioramento fino al recupero di autonomia. La TAC cerebrale del 18.6.98 continua a mostrare immagini compatibili con localizzazioni secondarie, che confrontate col precedente esame del 18 2 98 appaiono ridotte in dimensioni (e numero?).

5)M.M.T. anni 63 Diagnosi K.MAMMARIO Dx nel Feb. 93; eseguita mastectomia, poi RT seguita da complicanze locali; nel Feb. 97 documentata recidiva polmonare dx, trattata con CT fino al dicembre 97, ma con riscontro di progressione della patologia (vedi TAC del 15.1.98); nel Maggio 98 inizia MDB (manca schema); in data 14 7 98 viene segnalata alla TAC una modesta riduzione della lesione precedentemente segnalata in sede ilare sin; a ciò corrisponde anche un soggettivo miglioramento attestato dalla paz. stessa con scritto autografo.

6) M.A. anni 71 Diagnosi CARCINOMA DUTTALE INFILTRANTE con metastasi linfonodali (1/4); non eseguita C.T.; il 12.3.98 riscontro TAC di multiple micronodulazioni polmonari solide, più numerose a livello dei lobi superiori e di diametro compreso fra pochi mm e 1 cm, da riferire a lesioni secondarie; iniziata alla stessa data la MDB; in data 24.6.98 TAC toracica confrontata col precedente riscontro: non appaiono più apprezzabili le nodulazioni parenchimali polmonari di tipo secondario precedentemente osservate in entrambi i lobi polmonari.

7) M.S. anni 42 Diagnosi: K MAMMARIO DUTTALE INFILTRANTE sin nel nov.89; mastectomia, poi CT. Nel giugno 92 stessa patologia diagnosticata anche a dx, e trattata con mastectomia radicale e successiva CT precauzionale dal 31.7 al 18.12.92; nel Settembre-Ott. 97 evidenziate lesioni multiple sospette metastatiche con stratigrafia toracica, scintigrafia ossea, stratigrafia ossea ed ecografia addome-pelvi; il 13.2.98 pleuroscopia e biopsia evidenziano infiltrazione neoplastica compatibile con metastasi di K.mammario; evidenziata anche linfoadenomegalia sovraclaveare e laterocervicale. Il 22.2.98 inizia la MDB; il 28.5.98 un controllo clinico presso l'ambulatorio della Div. Oncologica Osp. di Napoli depone per: buone condizioni generali; adenopatia sovraclav. dx di 1,5 cm (3,5 cm a febbraio); riduz. del M.V. a dx; non più evidenti le altre linfoadenopatie. In data 30.6.98 il curante riferisce che gli esami RX hanno mostrato un netto miglioramento; mancano in cartella i referti radiologici ufficiali, ma l'osservazione delle lastre Rx disponibili sembra poter confermare tale asserto.

8) E.A.C. anni 52. Diagnosi: LINFOMA NON HODGKIN nel 1985, trattato con CT (8 cicli, pare, di sola ciclofosfamide); nel 1995 viene documentata infiltrazione del parenchima parotideo sin; non viene segnalata eventuale ulteriore terapia. Il 24.01.98 viene posta diagnosi istologica su biopsia della parotide sin di L.N.H. infiltrante parenchima di gh. salivare. Il 29.1.98 viene prescritta MDB; al controllo dopo 70 giorni si osserva scomparsa della tumefazione (cfr: TAC del 29 4 98 poi eseguita) per cui si riduce la terapia; dopo 100 gg. comparsa di piccola tumefazione in sede parotidea sin. inferiore, per cui si riprende terapia completa e dopo 120 gg si osserva assenza di malattia (cfr Eco del 1.6.98).

9) P.E. anni 55. Nel 1991 operata di mastectomia radicale dx per Carcinoma ad aspetti misti, poi trattata con C.T. e R.T. imprecisate. Riscontro successivo di metastasi: polmonari (maggio 95 e sett. 96), ossee (Agosto 96), cerebrali (Sett. 97). Prescritta la MDB il 18.12.97 (il 12.12 vi era stata ulteriore conferma radiologica di metastasi cerebrali, polmonari ed ossee).
Il 15.4.98 la RMN cerebrale faceva rilevare un evidente miglioramento, cui corrispondeva uno stato clinico definito buono dal medico curante (Indice di Karnofski=100).

10) B.A. anni 69. Diagnosi (Sett. 86) di CARCINOMA PROSTATICO trattato inizialmente con terapia ormonale (Suprefact), poi nel 1988 con prostatectomia radicale seguita da TCT. Successivamente è stato curato con terapia ormonale salvo una sospensione di circa 7 mesi nel 1996. Dal luglio 97 vengono segnalate metastasi ossee e linfoghiandolari addominali, cui corrisponde un progressivo e marcato aumento del PSA, che ha raggiunto il massimo valore (51) il 25.8.97. Il 4.9.97 inizia la MDB, associata alla terapia ormonale già in atto. Si è osservata da allora una progressiva riduzione del valore del PSA, fino a normalizzazione (valori tra 3,1 e 2,5 nel periodo dal 19.2 al 11.9.98). La scintigrafia ossea del 23.9.98 appare stazionaria rispetto alla precedente del 17.2.98.

11) A.M. Diagnosi nel 1974 a 16 anni di LEUCEMIA LINFATICA ACUTA all'Osp. Civ. di Venezia, poi confermata all' O.C. di Padova
dove è stato inviato per C.T. ed è stata ottenuta una remissione. Due mesi dopo per recidiva di malattia è stata ripresa C.T. ed è stata eseguita R.T. sull'encefalo e sul midollo cervicale. Dimesso in condizioni precarie su richiesta del padre il 21.12.74, è stato poi curato con MDB (allora limitata, pare, a Vitamine e Melatonina) fino al 1977, quando è stata sospesa per guarigione completa. Non sono più comparse recidive, come attestato da dichiarazione del padre.

12) P.F. anni 71. Operato il 27.6.97 per NEOPLASIA DEL MONCONE IN GASTRORESECATO, istologicamente ADENOK. INVASIVO MODERATAMENTE DIFFERENZIATO IN PARTE MUCINOSO INFILTRANTE L'INTERA PARETE E CON ESTENSIONE AL FEGATO, LINFONODI, CON INVASIONE VASCOLARE E PERINEURALE: prognosi formulata: < 6 mesi.
Il 19.12.97 viene prescritta MDB, poi ridotta il 6.4.98. In data 10.6.98 la TAC addome-pelvi risulta negativa per ripetizioni. Già in data 23.4. la moglie riferiva per iscritto sulle buone condizioni del paziente, che aveva ripreso a mangiare normalmente e non accusava alcun dolore, seguendo la sola MDB.

13) S.A. anni 51. Diagnosi (2.6.94) di LINFOMA N.H. CENTROBLASTICO-CENTROCITICO FOLLICOLARE a bassa malignità, con biopsia osteo-midollare positiva. E' stata trattata con monochemioterapia (2-clorodeossiadenosina) dal 5.7. al 30.11.94; fino a tutto il 1996 si è parlato di buona remissione parziale di malattia. Il 21.2.97 la TAC toraco-addominale ha mostrato nodulazioni polmonari e linfoadenomegalia mediastinica, ascellare, pettorale significative di ripresa di malattia; il reperto è stato confermato il 11.3.97 per cui è stata proposta C.T. sovramassimale ed autotrapianto midollare. La paz. ha poi deciso di seguire la MDB, prescritta il 17.5.97. I successivi controlli a partire dal 13.10.97 mostravano un progressivo miglioramento. La TAC del 1.4.98 evidenziava importante riduzione volumetrica delle multiple nodulazioni segnalate in precedenza in ambito polmonare che numericamente appaiono ridotte; in sede mediastinica NON adenopatie, nè in sede addominale.

14) T.M. Nel Dicembre 73 (a 31 anni) diagnosi di LEUCEMIA MIELOIDE ACUTA. E' stata trattata con C.T. (Daunoblastina + AraC + Endoxan ) fino a Febbraio 74 ( 3 cicli). Nell' aprile 74 ha iniziato la MDB (manca lo schema: probab. solo vitamine e melatonina). In data 14.1.98 la paz attesta per iscritto che già da 6 mesi dopo l'inizio della terapia DB ha ripreso una vita normale e non ha più avuto problemi di salute. Gli esami di laboratorio fin dal 1976 risultano nella norma.

15) V.V. anni 50. Diagnosi (Maggio 94): LINFOMA N.H. su biopsia di linfonodo inguinale sin (tipo nodulare, con aree diffuse, misto a piccole e grandi cellule centrofollicolari, di basso grado). Dal 26.594 al 15.11.94 praticati 9 cicli di C.T. (schema COP) con risultato di remissione parziale. A dicembre 94 proposto Interferone (essendo il paz anche positivo per epatite C)
che il paziente ha rifiutato. A luglio 95 ricomparsa di linfoadenomegalia inguinale ed ascellare, per cui il paz. accetta l'Interferone, che continua fino a dicembre con risultati parziali, poi sospende per intolleranza. Dal 24.1.96 assume cortisone, fino al 16.9.96, quando per ricomparsa di linfoadenopatie ascellari ed inguinali riprende C.T. (FLUDARA + MTX) per un totale di 6 cicli (fino al 3.2.97). Il 15.3.97 ricomparsa di linfopatia ascellare e inguinale sin. Il paz inizia MDB il 5.4.97 e migliora poi progressivamente: 4 mesi dopo (8.8.97) il controllo in ospedale fa rilevare, oltre al benessere soggettivo, obbiettività clinica negativa, ecografia addominale negativa. Negatività obbiettiva clinica viene segnalata anche a dicembre 97 e ad aprile 98.

16)D.L.R. anni 22. Diagnosi (Giugno 96): LINFOMA N.H. grado intermedio stadio II B. Da giugno a ottobre 96 eseguita C.T. (schema VICED); a Gennaio 97 R.T. con Acceleratore lineare in sede latero-cervicale e sovraclaveare. A Dicembre 97 documentata recidiva in linfonodo all'angolo mandibolare sin; la TAC il 30.1.98 mostra linfoadenomegalie cervicali ed un tessuto solido triangolare davanti all'arco aortico (immodificato rispetto al 31.5.96: residuo timico?). Il 2.2.98 inizia la MDB. Il 22.4.98 l'Ecografia del collo risulta negativa. Il 5.6.98 la TAC T.B. evidenzia scomparsa delle tumefazioni linfonodali già segnalate in latero-cervicale sin. e del tessuto solido triangolare localizzato davanti all'arco aortico. Il 12.6.98 viene confermata assenza di alterazioni ecografiche apprezzabili alle stazioni linfoghiandolari.

17) G.D.anni 55. Diagnosi nel Maggio 98 su biopsia di ulcera gastrica del diametro di circa 3 cm: LINFOMA N.H. DIFFUSO A GRANDI CELLULE B. in paz. già sottoposta a trapianto renale ed in terapia immunosoppressiva. E' stata proposta (dopo stadiazione con TAC spirale Toraco-addominale e BOM, negative per secondarietà) una gastroresezione, che la paziente ha rifiutato. E' stata iniziata MDB il 26.6.98. Un primo controllo endoscopico il 20.7.98 evidenziava solo un avvallamento di circa 1 cm con mucosa arrossata nella sede della pregressa ulcera; l'esame istologico su biopsia indicava persistenza del LNH ma con riduzione numerica degli elementi neoplastici. Un ulteriore controllo endoscopico il 23.9.98 mostrava un REPERTO NELLA NORMA.

18) Z.F. anni 37. Affetta da metastasi epatiche ed ossee di carcinoma mammario, trattata con cicli ripetuti di C.T. senza risultato, per cui il 24.3.98 una RMN addominale evidenziava 2 lesioni focali epatiche, nel 7° segmento (3x3.5 cm) e nel 6° (5x3,5 cm) ed aree ossee di alterata intensità sospette metastatiche. La paz non ha accettato la proposta di ulteriore C.T. ed ha iniziato la MDB il 2.4.98. In data 27.5. 98 l'Ecografia
addominale non evidenziava più le aree ipoecogene nel 6° e 7° segmento epatico; il 5.6.98 si osservava anche un miglioramento del livello dei markers neoplastici CEA e CA 15.3. In data 11.6.98 la scintigrafia ossea appariva invece peggiorata, senza tuttavia un corrispondente aggravamento dei sintomi. Il 27.8.98 si osservava un ulteriore miglioramento dei markers; il 7.9.98 l'ecografia risultava ancora negativa per lesioni sostitutive epatiche; il 10.9.98 la scintigrafia ossea risultava nettamente migliorata, ed il 30.9. era ulteriormente ridotto il livello dei markers neoplastici.

Sui rimanenti casi si possono fare le seguenti considerazioni:
13 non sono sufficientemente documentati e sono quindi poco significativi.
4 casi di neoplasia mammaria hanno presentato una remissione completa, ma questa era già riscontrata prima dell'inizio della MDB, per cui non è attribuibile con certezza una efficacia ad essa, ma solo una ipotetica capacità di prevenire metastasi, che potrebbe essere verificata solo in studi di confronto su grandi numeri.
1 caso di neoplasia mammaria diagnosticato nel maggio 95 e con cattiva prognosi iniziale è evoluto in parziale regressione, poi in progressione, ma tuttora con condizioni soggettive definite buone, in assenza di pregressa C.T. e R.T. e con ottima tolleranza della MDB, iniziata il 9.6.95 e poi modificata nel tempo.
1 caso di metastasi epatiche di neoplasia mammaria è stato documentato ecograficamente prima e dopo la MDB, con segnalazione di evidente riduzione di volume e di numero delle lesioni focali, e con corrispondente miglioramento del marker CA 15.3.
Di 4 casi di Linfoma N.H. 2 si possono ritenere evoluti in remissione parziale, ma con qualche dubbio, 1 pur essendo in evidente miglioramento ad ottobre 98 necessita di ulteriore osservazione per poter esprimere con sufficiente convinzione un giudizio, 1 ad alto grado ha presentato progressione; quest'ultimo paziente inviando con la copia della cartella una dichiarazione rivendica la libertà terapeutica.
1 caso di Leucemia linfoblastica acuta era già in remissione quando è stata iniziata la MDB nel marzo 1974, per cui si può soltanto ipotizzare una possibile efficacia nel mantenere il paziente in remissione.
Di 2 casi di neoplasia pancreatica, uno risulta in remissione completa già dopo l'intervento chirurgico e successivamente non ha presentato metastasi, l'altro è radiologicamente stazionario pur presentando un buon miglioramento soggettivo.
Di 5 casi di neoplasia toraco-polmonare, un leiomiosarcoma trattato anche con C.T. ha presentato una remissione parziale, un Carcinoma polmonare appare in remissione completa a distanza di 10 anni dall'intervento chirurgico e in assenza di altre terapie, ma l'atto chirurgico potrebbe essere già stato di per sè risolutivo; un altro carcinoma inasportabile all'atto chirurgico mostra a distanza di 4 mesi stazionarietà radiologica mentre il paziente è in ottime condizioni soggettive; un altro ha presentato invece una rapida progressione radiologica, pur essendo la MDB ad elevato dosaggio, peraltro ben tollerata, mantenendo tuttavia il paziente una discreta soggettività; un altro, con dubbio diagnostico sulla primitività o secondarietà da K. mammario, presentava evidente regressione della massa polmonare già prima dell'inizio della MDB.
Di 6 neoplasie del S.N.C., quattro presentano un miglioramento soggettivo ma con stazionarietà radiologica, uno presenta progressione radiologica e peggioramento sintomatologico, uno viene definito dal medico in sensibile miglioramento clinico.
Di 4 neoplasie del colon-retto due presentano remissione completa ma ipoteticamente attribuibile anche all'atto chirurgico, due presentano stazionarietà radiologica ma miglioramento soggettivo evidente.
1 caso di neoplasia faringea ed 1 di neoplasia della lingua hanno presentato remissione completa, ma in entrambi è stata eseguita prima della MDB anche radioterapia e terapia chirurgica, delle quali è quindi ipotizzabile una buona efficacia.
1 caso di Fibromatosi aggressiva, più volte recidivato dopo numerosi interventi chirurgici e terapia radiante, presenta stazionarietà radiologica a circa due anni dall'inizio della MDB.

Riassumendo ulteriormente:
Su 62 casi esaminati 49 mostrano una documentazione sufficientemente chiara e significativa; di questi:
18 (36%) mostrano una evidente consequenzialità fra l'inizio della MDB ed il miglioramento delle condizioni cliniche e dei dati strumentali o di laboratorio. Fra questi un caso di neoplasia pancreatica appare in remissione completa dopo 5 mesi di sola MDB; un caso di metastasi di K. mammario mostra regressione radiologica completa dopo circa 3 mesi di sola MDB; un caso di metastatizzazione pluridistrettuale di neoplasia a primitività sconosciuta mostra regressione radiologica completa delle lesioni secondarie epatiche e linfonodali e miglioramento di quelle ossee;
due casi di leucemia acuta (una linfatica ed una mieloide) mostrano remissione completa a distanza di oltre 20 anni, mentre la C.T. precedentemente eseguita aveva portato a remissione solo temporanea.
13 (26%) presentano una remissione completa, ma la MDB è stata preceduta da terapia chirurgica o radiante possibilmente già di per sè risolutiva; si può solo ipotizzare una efficacia in protezione dalle recidive.
9 (18%) presentano stazionarietà radiologica e miglioramento clinico .
5 (10%) presentano una remissione clinica e radiologica parziale di cui non si può attribuire con certezza il merito alla sola MDB.
4 (9%) hanno presentato progressione radiologica; due di questi hanno continuato tuttavia a presentare un miglioramento sintomatologico.

Queste osservazioni mi inducono a cercare di approfondire la mia conoscenza in merito alla Terapia Biologica dei Tumori, che, sicuramente attenta a limitare al massimo i danni farmacologici, sembra poter portare a risultati clinici in qualche caso insperabili o che comunque io non ho mai osservato nella mia pratica clinica ospedaliera. Infatti i pazienti migliorati o guariti con la terapia convenzionale hanno spesso dovuto sopportare effetti collaterali talvolta molto gravi prima di ottenere un risultato soddisfacente.
Mi sembra ora doveroso sottolineare come appare stridente il contrasto fra le deduzioni che si possono trarre dall'esame di queste cartelle cliniche ed i dati negativi emersi dalla sperimentazione del MDB effettuata a cura dell'Istituto Superiore di Sanità. Tutti i pazienti che hanno inviato le cartelle cliniche, affetti da neoplasie a vario grado di malignità ma spesso con prognosi infausta a breve scadenza, riferivano una buona tolleranza della MDB e molti di essi anche un miglioramento della qualità di vita già poco dopo l'inizio della terapia. Anche pazienti che hanno presentato una stazionarietà o una progressione delle lesioni neoplastiche hanno manifestato un miglioramento soggettivo ed hanno rivendicato la libertà di scelta della terapia, nonostante il grave onere finanziario da sostenere per la MDB.
Non avanzo ipotesi o sospetti sulle ragioni di tale contrasto, ma auspico piuttosto che nell'interesse di tutti ed in particolare della Medicina e dei Malati si indaghi ulteriormente sulle possibilità terapeutiche della MDB, che dall'esame di molte cartelle cliniche appaiono difficilmente confutabili. Appare inoltre dall'osservazione delle ricette mediche di chi applica la MDB che questo metodo terapeutico include un insieme di farmaci certamente più esteso di quello approvato per la sperimentazione, di alcuni dei quali mi appare tuttora sconosciuto o soltanto ipotizzabile il meccanismo d'azione. Devo inoltre far notare che, mentre si vanno moltiplicando gli studi sull'attività antineoplastica di molti farmaci della MDB, proprio recentemente è stato premiato un ricercatore dell'Ist. Europeo di Oncologia per la scoperta di una cura innovativa per la leucemia promielocitica, che consiste nella somministrazione di ACIDO RETINOICO, sostanza che da molti anni rientra nel protocollo DI BELLA per la terapia non solo delle leucemie, ma anche delle altre malattie neoplastiche, e che comunque era incluso fra i farmaci della sperimentazione della MDB.
Ritengo quindi opportuno che il prof. Di Bella comunichi in una relazione scritta, eventualmente affidata alla SISTE per opportuna pubblicazione, come si è storicamente evoluto il suo metodo di cura e quale meccanismo d'azione ha verificato od ipotizzato per ogni singolo farmaco quando ha deciso di utilizzarlo, quale è la modalità di preparazione dei galenici da Lui ritenuta corretta e per quale motivazione razionale, ed ogni altra indicazione che contribuisca ad informare esattamente e con chiarezza i medici che vogliano conoscere il Suo metodo di cura ed eventualmente applicarlo con convinzione. Per troppo tempo infatti la MDB è stata applicata in modo per così dire sommerso, pur con motivazioni comprensibili. Non mi sembra però giustificabile applicare un metodo di cura con prevedibili potenzialità così positive senza accuratamente documentare fin dall'inizio ed in modo inconfutabile sia i casi evoluti positivamente che negativamente, per poter dimostrare l'utilità terapeutica e consentire così l'estensione del metodo a quanti, medici e pazienti, desiderino applicarlo. La diffusione quasi clandestina della MDB ha inoltre consentito da parte di medici avidi lo sfruttamento di situazioni dolorose, come emerge dalle confidenze di alcuni pazienti o loro familiari che ovviamente non desiderano denunciare pubblicamente la cosa per timore di abbandono terapeutico. Questo contribuisce ad intorbidire ulteriormente le acque, ed a rendere meno accettabile o indegno di attenzione da parte di molti colleghi tale metodo di cura.
Non è mai troppo tardi per fare chiarezza, per cui vorrei invitare tutti i medici che hanno osservato pazienti in trattamento con la MDB a rendere noti i risultati emersi, sia positivi che negativi, perchè almeno non vadano perduti i dati osservazionali su casi che comunque sono stati o sono in cura con la MDB. Confido infatti che siano i medici, non i giornalisti o l'opinione pubblica, i protagonisti nel tentativo di mettere in giusta luce tale innovativo metodo di cura, poichè l'esperienza e la buona fede del professionista imparziale consente di cogliere nella evoluzione clinica del suo paziente gli elementi più significativi per un corretto giudizio sull'efficacia terapeutica del metodo usato.
Affido questa relazione con le mie personali considerazioni alla SISTE autorizzando a renderle note nelle sedi che riterrà opportune.

MODENA, 27/11/1998

Dr. ALDO PREZIOSI


GENNAIO 99
REVISIONE DELLA PRECEDENTE CASISTICA alla luce di ulteriori dati recentemente inviati:

Il caso riportato come n° 4 (G.L. di anni 51 affetta da neoplasia mammaria già operata, con metastatizzazione cerebrale) in data 5.11.98 alla TAC cerebrale di controllo presenta ancora piccole aree nodulari con i caratteri di lesioni ripetitive (non è stata purtroppo eseguita dal radiologo una valutazione comparativa con TAC precedente), mentre continua a migliorare clinicamente ed ha ripreso una vita di relazione (come riferito dal curante).

Il caso riportato come n° 5 (M.M.T. di anni 63 affetta da recidiva polmonare di K. mammario), in cui veniva segnalato in data 14.7.98 un modesto miglioramento radiologico, associato ad un netto miglioramento soggettivo, presenta alla TAC del 7.10.98 ancora la formazione solida parailare sin con diametro max. di circa 5 cm. (purtroppo non confrontata dal radiologo con la precedente TAC) e linfonodi sottocarenali di circa 1 cm. di diam.; la paziente, come riferito dal curante, sta attualmente bene ed è autosufficiente.

Il caso riportato al n° 6 riguardante una paz. di 71 aa. affetta da metastatizzazione polmonare di K. mammario già operato e non trattato con CT ma con sola MDB dal marzo 98, già il 24.6.98 alla TAC toracica non presentava più le nodulazioni polmonari evidenziate il 12.3.98, ed al controllo del 7.10.98 il quadro persisteva negativo. La paz. presenta buona performance fisica ed esami bioumorali nella norma, a detta del curante.

Il caso riportato come n° 7, riguardante una paz. di 42 anni affetta da carcinoma della mammella sin. e dx trattata con mastectomia e successiva C.T. ma poi evoluta con plurimetastatizzazione pleuro-polmonare, ossea e linfonodale, ha iniziato la MDB nel marzo 98 in condizioni generali assai precarie. Alla paz è stato anche diagnosticato nel dic. 97 un m. di Crohn e trattata con terapia ad hoc. Il miglioramento clinico, iniziato già 15 gg. dopo l'inizio della terapia, è stato progressivo, e così pure il miglioramento radiologico: l'ultima TAC torace-addome del 4.11.98 evidenzia, in sintesi: falda di versamento pleurico parieto-basale a dx; assenza nei rimanenti campi polmonari di zone di alterata densità a significato patologico; assenza di significative tumefazioni delle stazioni linfoghiandolari mediastiniche ed addominali; presenza di multiple areole di osteolisi a carico dei metameri dorso-lombari (reperto da integrare con esame scintigrafico). Viene riferito dal curante che la paz. è autosufficiente, senza dolori, in grado di condurre un normale vita familiare e di relazione, e che presenta anche una regressione dei sintomi relativi al m. di Crohn.

Il caso riportato come n° 10 (B.A. di anni 69 affetto da neoplasia prostatica già operata e polimetastatizzata) ha iniziato a presentare un incremento del PSA dallo scorso dicembre, raggiungendo un valore di 16 a metà gennaio, quando un controllo TAC addominale ha evidenziato una idroureteronefrosi dx da probabile compressione ureterale per la presenza di linfoadenomegalie in sede lombare. Sono in corso ulteriori accertamenti urologici. Il paziente tuttavia è asintomatico e mantiene buone condizioni soggettive. Gli esami bioumorali di routine, a parte una modesta anemia, si possono considerare soddisfacenti. In questo paziente è stato deciso di incrementare il dosaggio dell'Octreotide da 0,1 a 0,5 mg/dì. La polimetastatizzazione è stata diagnosticata nel luglio 97 e la MDB è stata iniziata il 4.9.97.

Uno dei 5 casi di neoplasia polmonare riportati, in cui la massa era risultata inasportabile all'atto chirurgico nel marzo 98, e che aveva presentato un miglioramento soggettivo ma stazionarietà radiologica il 2.7.98, presenta ancora il 6.10.98 un quadro radiologico sostanzialmente invariato; il curante segnala che il paziente persevera in una inveterata abitudine etilica, e che pur mantenendo un discreto stato soggettivo presenta esami ematochimici come da sofferenza epatica marcata.

Uno dei 2 casi di Linfoma N.H. ritenuti in remissione parziale ma con qualche dubbio presenta al controllo TAC del 31.10.98 un quadro invariato rispetto al 24.3.98 (quando già prima dell'inizio della MDB si era osservato un netto miglioramento radiologico); la paziente, che aveva iniziato a migliorare soggettivamente già dopo il 1° mese di MDB, attualmente è asintomatica ed accudisce la famiglia. Non presenta linfonodi palpabili (come riferito dal curante).


Un caso di Astrocitoma sottoposto ad asportazione subtotale e a C.T., riportato fra quelli migliorati soggettivamente ma in stazionarietà radiologica, sembra presentare alla RMN del 7.12.98. (purtroppo non confrontata con la precedente) assenza di apprezzabili aree di alterata intensità ed impregnazione dopo m.d.c. e.v.; la paziente è ora nettamente migliorata sul piano neuropsichico, autonoma, lucida.

Un caso di Linfoma N.H. incluso fra quelli non sufficientemente documentati e quindi non significativo, riguardante C.P. di anni 66, diagnosticato su biopsia intestinale in colonscopia e trattato poi con C.T. dal 24 4.96 per vari cicli e poi con Interferone, ma con risultati parziali, ha iniziato la MDB dal febbraio 98 in condizioni definite precarie dal curante, e già dopo un mese presentava notevole miglioramento, progredito fino alla ripresa di una "vita normale". Viene tuttavia inviato un referto TAC Torace-Addome eseguita il 23.9.98 in cui il quadro di linfoadenomegalia e di ispessimento della parete intestinale appare sovrapponibile a quello del 11.6.98. Il caso si può quindi includere fra quelli con miglioramento soggettivo e stazionarietà radiologica.

Un caso di Linfoma N.H. diagnosticato nel sett. 97 e successivamente trattato con CT imprecisata, curato poi con MDB dal feb.98 (incluso quindi fra i casi dubbi), presentava il 10.6.98 al controllo TAC un netto miglioramento rispetto alla TAC di inizio malattia; La TAC del 8.10.98 mostra un quadro immodificato rispetto a quello del 10.6.98, mentre la mielobiopsia del 21.10.98 presenta un referto non chiaro ("Lievemente aumentata la quota linfoide"). Il curante riferisce che la paz. è nettamente migliorata e conduce una vita normalissima.

Un caso di Linfoma tipo "T", incluso inizialmente fra quelli non sufficientemente documentati, riguardante F. M.T. di anni 26 che presentava nel marzo 98 grossi noduli cutanei al braccio dx e alla gamba sin (di cui quest'ultimo è stato biopsiato con esito: linfoma a cellule T) ed inoltre noduli congiuntivali e palpebrali, è stato ora corredato di documentazione fotografica che evidenzia un sorprendente miglioramento delle lesioni già dopo 45 giorni dall'inizio della MDB (come affermato dal curante). Prima dell'inizio della MDB la paz era stata trattata con plesioterapia (2500 r), ma solo alla gamba sin e al braccio dx; il miglioramento è evidente anche a livello oculare.

Aldo Preziosi - Medico Chirurgo - Spec. Mal. App.

A.I.A.N. Modena 31/01/1999
http://www.dibella.org/sub_index/casiclinici/preziosi.html
   
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